venerdì 30 giugno 2023

ll Cardinal Pietro Parolin ha benedetto la nuova scultura di Santa Bakhita: "Tutti abbiamo una schiavitù da cui liberarci"

Realizzata dall'artista canadese Timothy Schmalz, è dedicata alla lotta contro la tratta di persone ed è stata installata nei pressi della chiesa di San Francesco

La scultura “Let The Oppressed Go Free” è ispirata da un passo della Bibbia (Isaia 58:6), dal quale Schmalz prende il nome della sua opera: “Questo è il digiuno che voglio - oracolo del Signore -: sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo". Ogni 8 febbraio, giorno in cui ricorre la memoria di Santa Bakhita, la Chiesa celebra la Giornata Mondiale di Preghiera e Riflessione contro la Tratta di Persone. Nell’ultima edizione, Papa Francesco ha sottolineato che le popolazioni vulnerabili più gravemente esposte a subire questo crimine sono “le persone impoverite dalla crisi economica, dalle guerre, dal cambiamento climatico e da tanta instabilità che vengono facilmente reclutate”. In questo senso, ha incoraggiato a “cercare modi per trasformare le nostre società e prevenire questa piaga vergognosa che è la tratta di persone”, che ha definito come un “fenomeno oscuro”. 

E' stata benedetta e inaugurata il 29 giugno accanto alla chiesa di San Francesco a Schio in occasione della festa di San Pietro Apostolo, patrono della città. A benedire la scultura il Segretario di Stato Vaticano, il Cardinal Pietro Parolin che ha detto: «Guardando questa statua viene da pensare che le persone rappresentate finiscano all’altezza della botola, ma in realtà continuano anche nel sottosuolo. Se non tutti gli uomini del mondo, almeno quelli qui presenti possono vedersi raffigurati perché credo che tutti abbiamo una schiavitù da cui liberarci». Davanti alla scultura il Cardinale ha invitato tutti a «chiedere a Santa Bakhita, che è la patrona delle vittime della tratta, di aiutarci a liberarci da questa schiavitù. E sapete qual è? La chiusura in noi stessi. L’individualismo che ci impedisce di prenderci cura degli altri, come dovremmo fare. Papa Francesco continua a richiamare su questo: sull’indifferenza con cui guardiamo la realtà del nostro giorno, dei nostri giorni, soprattutto la realtà di sofferenza, dolore e di vulnerabilità. Solo se ci libereremo da questa schiavitù saremo veramente in grado di aiutare gli altri».

Dal Comune di Schio

giovedì 29 giugno 2023

Si è concluso l'Hajj, l'annuale pellegrinaggio alla Mecca sacro per i Musulmani

Centinaia di migliaia di persone si sono dirette di buon mattino verso il luogo in cui si svolge la cerimonia del Jamarat, "la lapidazione del diavolo", in cui i fedeli lanciano pietre contro tre monoliti che rappresentano Satana. 

Il luogo ai trova a Mina,  quartiere periferico della città, in cui nel 2015 centinaia di pelelgrini rimasero uccisi schiacciati dalla calca. Al ritorno, i fedeli eseguono il "tawaf" di addio, camminando sette volte intorno alla Kaaba, il gigantesco cubo nero della Grande Moschea della Mecca.

Secondo le autorità, quest'anno hanno partecipato al Hajj 1,8 milioni di persone, per lo più provenienti dall'estero, un numero inferiore rispetto al record di 2,5 milioni di pellegrini registrato nel 2019, prima della pandemia da Covid-19.

La giornata è celebrata dai musulmani di tutto il mondo. Alla moschea di AAqsa a Gerusalemme, uno dei luoghi più sacri dell'Islam, migliaia di palestinesi si sono riuniti in preghiera. Al termine di questa giornata comincia la festa di tre giorni dell'Eid-al-Adha, quando si celebra il patto di alleanza suggellato tra Abramo e Dio. Proprio come nel racconto biblico, in cui un ariete viene sacrificato al posto di Isacco (Ismail per l'Islam) , primogenito del patriarca dell'Antico testamento, anche le famiglie musulmane si riuniscono e banchettano con carne di montone arrostita.

Da Euronews


mercoledì 28 giugno 2023

Perché studiare Teologia?

Cosa significa fare teologia
La parola “teologia” proviene dalla composizione di due termini di origine greca: θεός (theos), che si traduce con “Dio”; e λόγος (logos), che, tra le altre accezioni, significa anche “discorso” o “pensiero”. Per cui la teologia è “un discorso su Dio”, oppure un “pensare Dio”.
Detto in altra maniera, fare teologia significa indagare intorno al mistero di Dio. Il teologo, quindi, è colui che cerca di approfondire la conoscenza di Dio e dei misteri ad Esso collegati.

Se, però, ci si ferma a questa definizione non si comprende fino in fondo cosa è teologia e cosa è il lavoro teologico. In realtà, ogni credente è chiamato ad approfondire i misteri della fede in cui crede. Però è anche vero che non ogni credente è un teologo. Ciò significa che, a quanto detto finora, manca qualcosa. E questo qualcosa è proprio lo specifico dello studio e della ricerca teologica.
Teologo e credente: base comune, ma compito diverso

Se ogni credente è chiamato ad approfondire e comprendere sempre meglio la sua fede, non è su compito specifico quello di andare fino in fondo alle singole questioni che possono sorgere e che chiedono di essere meglio indagate e risolte. Questo è il compito del teologo e l’obiettivo di studiare teologia.

Volendo fare un parallelo, si può far riferimento all’ambito medico cercando di comprendere la differenza tra il medico di base e il ricercatore. Entrambi studiano medicina e hanno una preparazione di base comune, ma poi il ricercatore si concentra su un aspetto specifico di un problema medico e ne studia i vari aspetti per poi arrivare ad una conclusione, che potrebbe coincidere con una cura. Il medico di base non è tenuto a conoscere tutti i processi e le modalità con cui si è arrivati a quella cura e sapere fino in fondo come quella determinata medicina opera per arrivare alla soluzione. Per lui è sufficiente sapere che c’è quel farmaco che risponde a quella esigenza e che è stato testato e valutato da chi di dovere.

Uscendo ora dalla metafora, credente e teologo partono dalla stessa base, che è la fede, ma, mentre il secondo cerca di “entrarvi dentro”, indagando le diverse sfaccettature e proponendo spiegazioni e comprensioni particolareggiate, il credente si basa sul lavoro del teologo utilizzandone le conclusioni per capire meglio anche lui quello in cui crede.


All’Istituto Superiore di Scienze Religiose mons. Arnoldo Onisto di Vicenza puoi trovare la risposta.

L’Istituto offre corsi per chi desidera 
- vivere una fede più consapevole in dialogo con il mondo
- intraprendere la via dell’Insegnamento della Religione Cattolica nelle scuole.
- svolgere un servizio sempre più preparato in campo pastorale
- approfondire le grandi questioni culturali e religiose, in un contesto sempre più plurale ed interconnesso.

lunedì 26 giugno 2023

In aumento le visite ai Templi da parte dei giovani cinesi

Nella ricerca di un lavoro in un'economia cupa, molti giovani cinesi sperano nell'intervento divino.

Secondo i dati diffusi dalla piattaforma di viaggi cinese Qunar, il numero di visitatori dei luoghi splendidi dei templi è aumentato del 367% nel primo trimestre di quest'anno, rispetto allo stesso periodo del 2022.

Gran parte di questo aumento è dovuto all'apertura delle destinazioni turistiche e culturali dopo l'abbandono delle restrizioni zero-Covid a dicembre. Ma anche altri siti religiosi stanno registrando un aumento dei visitatori rispetto ai livelli pre-Covid.

Quasi 2,5 milioni di turisti hanno visitato il Monte Emei nel Sichuan, una delle quattro montagne sacre del buddismo cinese, tra gennaio e maggio. Si tratta di oltre il 50% in più rispetto allo stesso periodo del 2019.

Secondo Trip.com, un'altra piattaforma di viaggi, circa la metà dei frequentatori dei templi a gennaio e febbraio è nata dopo il 1990. I Millennials e la Gen Z fanno parte di una coorte di giovani che sta affrontando livelli record di disoccupazione. A maggio, il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 16 e i 24 anni ha raggiunto il 20,8%. La difficile ripresa economica della Cina dopo lo zero-Covid e i rallentamenti nei settori dell'istruzione, dell'immobiliare e della tecnologia hanno ridotto le opportunità per i neolaureati, inducendo molti ad avere più fiducia nelle divinità che nei loro titoli di studio.

L'espressione "giovani che bruciano incenso" ha preso fuoco sui social media, riferendosi ai giovani che si sono rivolti alle offerte spirituali nel tentativo di aumentare le loro prospettive. "Tra l'andare avanti e l'andare a lavorare, scelgo l'incenso", è una frase popolare.

Lo slogan riflette il desiderio di pregare per migliorare se stessi, nonché la decisione di alcuni giovani di abbandonare del tutto la corsa del topo. È stato collegato al neijuan, o "involuzione", il termine usato per descrivere l'intensa pressione sentita dai giovani in Cina, dove impegnarsi di più spesso sembra inutile.

Molti templi hanno approfittato di questa richiesta di nutrimento spirituale offrendo corsi di meditazione, caffè in loco e, secondo alcuni rapporti, centri di consulenza psicologica. Tutto questo è stato definito da alcuni commentatori "economia del tempio".

Anche la bigiotteria in stile buddista è sempre più popolare. A gennaio, il tempio Lama, il più grande monastero buddista di Pechino, ha rilasciato una dichiarazione per chiarire che non aveva autorizzato piattaforme terze a vendere braccialetti del tempio Lama, contrariamente a quanto affermato da alcuni venditori online.

Sebbene il partito comunista cinese sia ufficialmente ateo, molte persone si rivolgono a pratiche antiche nei momenti di bisogno.

La professoressa Emily Baum dell'Università della California, Irvine, che studia la storia moderna della Cina, ha dichiarato: "In Cina, che ha una lunga storia di culto degli antenati, i giovani potrebbero recarsi in un tempio per lasciare offerte ai parenti defunti nella speranza di ricevere favori in futuro".

Per i fedeli cinesi, bruciare incenso è un atto pratico oltre che spirituale. Il prof. James Miller dell'Università Duke Kunshan di Jiangsu, in Cina, esperto di pratiche tradizionali cinesi del Taoismo, ha dichiarato: "La visita ai templi non è vista come un indicatore necessario del credo religioso, ma come un passo pratico che chiunque può compiere per aiutare a risolvere i problemi che sta affrontando".

"Sebbene il partito comunista cinese promuova l'ateismo, promuove anche i valori tradizionali cinesi, che sono inscritti nella lunga e complessa storia religiosa della Cina".

venerdì 23 giugno 2023

La forza dell'amore che muove il mondo

Palazzo Boschetti, ore 21.00
Barbiana, la forza dell'amore che muove il mondo
Musiche e letture per ricordare l'opera di Don L. Milani nel centenario della nascita.
A cura di L. Pegoraro, M. Grandesso, M. Sandonà, M. Totti. Offerta libera

mercoledì 21 giugno 2023

Il valore dell'attesa nella società del "tempo reale"

Come avrebbe risposto ChatGPT alla prova di Italiano più scelta dagli studenti all'Esame di Stato?
Ecco...
Proposta C2
Titolo: Il valore dell'attesa nella società del "tempo reale"

Introduzione:
Nell'era digitale, caratterizzata dalla rapidità delle comunicazioni e dalla necessità di risultati immediati, l'attesa sembra essere diventata un concetto estraneo e talvolta frustrante. Tuttavia, esaminando l'articolo di Marco Belpoliti e considerando le dinamiche della nostra società, si può comprendere che l'attesa conserva ancora un valore importante. Questo saggio si propone di esplorare i significati e i benefici dell'attesa nella società del "tempo reale".

1. La pazienza come virtù:
Nella società moderna, la pazienza è spesso sottovalutata, ma rimane una virtù preziosa. L'attesa ci offre l'opportunità di sviluppare la pazienza, imparando a tollerare la frustrazione e ad accettare che non tutto può essere immediato. La pazienza ci permette di apprezzare il processo e di dare valore ai risultati ottenuti dopo un'attesa prolungata.

2. La riflessione e la ponderazione:
L'attesa ci offre un momento di pausa e di riflessione. Nel contesto frenetico della società moderna, spesso siamo costretti a prendere decisioni di fretta. L'attesa ci consente di ponderare le scelte con maggiore attenzione, valutando pro e contro, e prendendo decisioni più informate. L'attesa ci permette di evitare errori impulsivi e di agire in modo più consapevole.

3. L'attesa come valore sociale:
Nella società del "tempo reale", l'attesa può diventare un momento di connessione con gli altri. Mentre aspettiamo insieme, abbiamo l'opportunità di creare relazioni umane, di conversare e di condividere esperienze. L'attesa diventa un'occasione per rallentare, per comprendere le esigenze e i punti di vista degli altri, favorendo la costruzione di legami più solidi e significativi.

4. L'attesa come fonte di gratificazione:
L'attesa può aggiungere valore e significato alle nostre esperienze. Quando otteniamo qualcosa dopo un'attesa prolungata, la gratificazione è amplificata. Pensiamo a un viaggio pianificato con cura o a un regalo desiderato da tempo: l'attesa contribuisce a creare aspettative positive e un senso di anticipazione che rende l'esperienza finale più appagante.

5. L'attesa come tempo di crescita personale:
Durante l'attesa, abbiamo l'opportunità di impegnarci in attività che favoriscono la crescita personale. Possiamo leggere, riflettere, imparare nuove abilità o dedicarci a hobby che ci arricchiscono. L'attesa diventa un momento di auto-sviluppo, in cui possiamo approfondire le nostre conoscenze e sperimentare nuove passioni.

Conclusioni:
Nonostante la società del "tempo reale" ci spinga verso l'immediatezza e la velocità,

 l'attesa conserva un valore significativo nella nostra vita quotidiana. Essa ci offre la possibilità di sviluppare pazienza, riflessione, connessione sociale, gratificazione e crescita personale. Imparare a gestire l'attesa in modo consapevole può arricchire la nostra esperienza e consentirci di apprezzare appieno il valore di ogni momento.

domenica 11 giugno 2023

In Germania ChatGPT proclama il suo primo sermone in chiesa

 

Venerdì 9 giugno 2023, nella chiesa di San Paolo della cittadina bavarese di Fürth, ChatGPT ha fatto ilsuo debutto come predicatore. Dentro la chiesa è stato installato un maxischermo dove un «pastore» di colore, con la barba, e altri officianti, hanno predicato a circa 300 fedeli. L’esperimento è stato preparato e guidato da Jonas Simmerlein, teologo e filosofo dell’Università di Vienna. Con la voce di un assistente vocale, il «pastore» virtuale ha officiato un servizio durato circa 40 minuti, che includeva il sermone, le preghiere e la musica.

«Ho concepito questo servizio, ma in realtà l’ho piuttosto accompagnato, perché direi che circa il 98% proviene dall’Intelligenza artificiale», ha detto il 29enne Simmerlein. 

In particolare, la predica virtuale ha suscitato un interesse così grande che la gente ha formato una lunga fila fuoridalla chiesa neogotica di San Paolo, del XIX secolo, già un’ora prima che iniziasse. «Cari amici, è un onore per me essere qui e predicarvi come prima intelligenza artificiale al convegno dei protestanti di quest’anno in Germania».

La convention - Deutscher Evangelischer Kirchentag - si svolge ogni due anni in un luogo diverso della Germania, attirando decine di migliaia di credenti impegnati a pregare, cantare e discutere della loro fede. I partecipanti parlano anche dell’attualità mondiale cercando soluzioni a questioni chiave, che quest’anno includevano il riscaldamento globale, la guerra in Ucraina e, appunto, l’intelligenza artificiale.
In effetti, i credenti nella chiesa hanno ascoltato con attenzione mentre l’intelligenza artificiale predicava di lasciarsi alle spalle il passato, concentrandosi sulle sfide del presente, superando la paura della morte e non perdendo mai la fiducia in Gesù Cristo.

Nel suo progetto viennese, dice Simmerlein, le persone sono state portate a riflettere: "È stato molto provocatorio ascoltare temi classici che normalmente si sentono dalla bocca di un pastore in un modo completamente diverso da un assistente vocale. In fondo, si tratta di una voce simile a quella umana". Gli avatar hanno lo scopo di visualizzare il tutto. "E quando lo si guarda per un po', si tende a dimenticare che non c'è una "persona reale" che parla sullo schermo, ma che si tratta di programmi che la simulano". 

Dal Sole24ore