sabato 30 aprile 2022

L'artista Frank Bölter ricorda con un origami l'odissea dei naufraghi

E’ affondato nel canale tra Procida e la terraferma il grande origami di carta con il quale l’artista tedesco Frank Bölter, aiutato da centinaia di bambini isolani, si è fatto portavoce ieri di un forte messaggio di integrazione e speranza, simboleggiando la fragilità delle imbarcazioni che ospitano i precari viaggi dei migranti dalle sponde dell’Africa all’Italia.
L'evento “La Flotta di Carta” é un’idea di Procida Capitale Italiana della Cultura, appuntamento di co-creazione collettiva aperto a tutti, con un tentativo di navigazione simbolico e performativo che si è concluso a metà strada rispetto all’ambizioso obiettivo di uno sbarco ai Campi Flegrei.
“Sono contento di aver lanciato, con la grande partecipazione dei bambini, il mio messaggio di accoglienza”, ha detto Bölter, che si è imbarcato indossando un vestito elegantissimo sul suo origami (lungo circa nove metri per due e mezzo di larghezza e altrettanti d’altezza), dopo averlo costruito in collaborazione con i piccoli studenti dell’istituto comprensivo Capraro di Procida e con la collaborazione degli studenti dell’Istituto Tecnico Nautico 

venerdì 29 aprile 2022

“E vidi un nuovo cielo e una nuova terra” (Ap 21,1)

Quest’anno il criterio tematico scelto è il testo dell’Apocalisse per indagarne alcuni degli aspetti più salienti e approfondire alcune questioni che segnano il nostro tempo. L'Apocalisse è un libro che offre delle chiavi interpretative per decifrare questo presente ambivalente, con coraggio, senso di responsabilità e con uno sguardo di speranza.

Sono quattro le prospettive principali attraverso le quali si articola la riflessione:
- biblico-esegetica, con gli appuntamenti di approfondimento sul testo di Apocalisse,
- antropologica-filosofica, per riflettere sul senso e le dimensioni del tempo,
- geopolitica, che si concentra sull’oggi e sull’invito di Apocalisse a leggere e vivere ogni tempo presente,
- linguistica e del pensiero critico, entrambe strettamente connesse a concetti chiave del nostro vivere, come libertà, scelta, coerenza e responsabilità.

Il programma

giovedì 28 aprile 2022

Yom Hashoah 2022: Giornata del ricordo dell'Olocausto

Dopo due anni di pandemia, l’Italia ebraica torna a riunirsi per commemorare insieme e di persona Yom HaShoah, il giorno del calendario ebraico in cui si ricordano le vittime della persecuzione nazifascista. Nelle sinagoghe delle diverse Comunità risuonano i nomi di chi è stato deportato nei lager e non è più tornato.
Nel Tempio maggiore di Milano, ad accompagnare la lettura da parte dei giovani della scuola ebraica della lunga e dolorosa lista sono state accese sei candele in ricordo dei sei milioni di ebrei uccisi nella Shoah. Chiamate ad accenderle, come negli anni passati, le Testimoni Liliana Segre e Miriam Linker. “Se guardo alle notizie attuali, non posso che dirmi preoccupata per l’aumento dell’antisemitismo”, ha sottolineato a margine della cerimonia la senatrice a vita a Pagine Ebraiche. Una preoccupazione condivisa dal rabbino capo rav Alfonso Arbib e dal presidente della Comunità ebraica milanese Walker Meghnagi, intervenuti nel corso della cerimonia curata dall’Associazione Figli della Shoah. “Dobbiamo ricordare che la Shoah non nasce dal nulla. C’è un prima e un dopo. Il prima è rappresentato da una lunghissima storia di antisemitismo e antigiudaismo: senza quello è difficile immaginare la Shoah”.

Leggi da Moked

lunedì 25 aprile 2022

Pax tibi, Marce, evangelista meus

La Festa di San Marco è una ricorrenza che da anni accompagna la storia di Venezia e che celebra il Santo patrono della città diventato il simbolo di Venezia e della sua immagine nel mondo.
La traslazione del corpo del santo a Venezia avvenne il 31 gennaio dell’828. Secondo la tradizione popolare, il corpo del santo fu trafugato da Alessandria D’Egitto e portato alla città lagunare, nascosto tra frutta e carne di maiale, impura per i musulmani, in una nave diretta a Venezia da due mercanti veneziani Rustico da Torcello e Bono o Tribuno da Malamocco, con l’aiuto di un servo di nome Basilio.
Giunte in città non trascorse molto tempo prima che il Doge fece costruire, nell’828, la prima chiesa dedicata all’Evangelista che andò a sostituire l’esistente cappella in onore del Santo bizantino Teodoro. La prima versione della basilica di San Marco.
Il legame tra Venezia e San Marco è testimoniato non solo dalle leggende popolari, ma anche dalla stessa iconografia dell’Evangelista, cioè quella del leone alato con un libro che riporta la scritta in latino: Pax tibi Marce evangelista meus, diventato icona della Repubblica di Venezia.
Secondo un’antica leggenda, mentre San Marco navigava verso Alessandria D’Egitto, si imbatté in una tempesta e cercò riparo in una capanna di pescatori nei pressi di Venezia, vicino a Rialto. Addormentatosi gli apparve in sogno un angelo, rappresentato da un leone alato, che esclamò: “Pace a te, Marco, mio evangelista. Qui riposerà il tuo corpo”. Il mattino seguente, Marco, raccontò il sogno ai pescatori veneziani e poi salpò continuando il suo viaggio verso l’Egitto con il fine di convertire i non fedeli e fondare una sede cristiana proprio in quel luogo dove, invece, venne ucciso.

Da un  racconto che coinvolge Orlando, Tancredi e la giovane fanciulla Vulcania, proviene la tradizione della festa del bocolo. quella volta il bocciolo di rosa, simbolo dell'amore che sta per aprirsi alla vita e al sole, viene offerto alle fidanzate nel giorno di San Marco, patrono della città di Venezia.

domenica 24 aprile 2022

In marcia, per dare voce alla pace

La via della pace
Incontro di riflessione e proposta alla vigilia della Marcia PerugiAssisi della pace e della fraternità

“Fermatevi! La guerra è una follia”

Intervengono tra gli altri:

Stefania Proietti, Sindaco di Assisi e Presidente della Provincia di Perugia
fra Marco Moroni, Custode del Sacro Convento di San Francesco d’Assisi
Marco Tarquinio, Direttore di Avvenire
Cecilia Strada, Responsabile comunicazione ResQ
Cardinale Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo Metropolita di Bologna
Dacia Maraini, scrittrice
Marco Pedroni, Presidente di Coop Italia
Giuseppe Giulietti, Presidente FNSI, fondatore Articolo 21
Bianca Pomeranzi, già membro del Comitato delle Nazioni Unite per l’eliminazione delle discriminazioni contro le donne (Cedaw)
Andrea De Domenico, Vicedirettore dell’ufficio per il coordinamento degli affari umanitari delle Nazioni Unite in Palestina (Ocha)
p. Renato Kizito Sesana, Fondatore Comunità di Koinonia (Nairobi)
Laura Nota, Direttrice del Laboratorio di ricerca e intervento per l’orientamento alle scelte dell’Università di Padova
Marco Mascia, Centro di Ateneo per i Diritti Umani “Antonio Papisca”, Università di Padova
fra Giulio Cesareo, Responsabile dell’Ufficio Comunicazione del Sacro Convento di San Francesco d’Assisi

Introduce e coordina:
Flavio Lotti, Coordinatore del Comitato promotore della Marcia PerugiAssisi

sabato 23 aprile 2022

Pasqua Ortodossa, un augurio di vera pace

La chiesa di Lukashivka era sopravvissuta alla seconda guerra mondiale e agli anni più austeri dell'Unione Sovietica, adesso è praticamente distrutta. Le sue campane sono cadute su un terreno disseminato di bossoli di munizioni e barattoli di carne russa in scatola. Rimane un supporto per le candele, una teiera ammaccata, un colino per la pasta ed un crocifisso attaccato a quela che resta di una parete. All'esterno, la parte alettata di un razzo è conficcata nel fango.

Le tragedie che viviamo in questo momento, particolarmente la guerra in Ucraina così vicina a noi, ci richiamano l’urgenza di una civiltà dell’amore. Nello sguardo dei nostri fratelli e sorelle vittime degli orrori della guerra, leggiamo il bisogno profondo e pressante di una vita improntata alla dignità, alla pace e all’amore.

Che sia per tutti una Pasqua di Resurrezione

venerdì 22 aprile 2022

Earth day, un appello a investire nel pianeta

Il 22 aprile tutto il mondo celebra la Giornata della Terra, l’Earth Day, che da 52 anni mobilita milioni di persone di ogni continente per la tutela della nostra casa comune. “Investire nel nostro pianeta” è il tema del 2022. Tra le finalità c’è quella di indicare soluzioni per combattere il cambiamento climatico e incentivare tutti, governi, cittadini e imprese, a fare la propria parte. La Giornata della Terra nasce negli Stati Uniti. Nel 1970 si svolge la prima edizione, con la mobilitazione di oltre 20 milioni di persone per chiedere maggiore protezione per il pianeta.

Durante il suo Pontificato, Papa Francesco ha lanciato numerosi appelli a sostegno della salvaguardia della Terra. In particolare, nell’enciclica Laudato si’ , il Pontefice mette in guardia dalle drammatiche conseguenze dell’inquinamento e da quella “cultura dello scarto” che sembra trasformare il pianeta “in un immenso deposito di immondizia”. Dinamiche che si possono contrastare adottando modelli produttivi diversi, basati sul riutilizzo, il riciclo, l’uso limitato di risorse non rinnovabili. Anche i cambiamenti climatici, sottolinea il Papa nell’enciclica, sono “un problema globale”, con gravi “implicazioni ambientali, sociali, economiche, distributive e politiche”. La via indicata da Francesco è quella che porta ad avere “una opzione preferenziale per i più poveri”: l’ecologia integrale, “inseparabile dalla nozione di bene comune”, deve diventare un nuovo paradigma di giustizia.


“Siamo chiamati a ritrovare il senso del sacro rispetto per la terra, perché essa non è soltanto casa nostra, ma anche casa di Dio. 

 (Papa Francesco, udienza generale del 22 aprile 2020)”

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