Religione
lunedì 16 febbraio 2026
Donare gli organi: quando la vita rinasce da un “sì”
sabato 14 febbraio 2026
L’escatologia premillenarista: dall’Apocalisse a Darby
giovedì 12 febbraio 2026
Teologia della prosperità made in USA
mercoledì 11 febbraio 2026
Restare umani: il cuore della Giornata del Malato
martedì 10 febbraio 2026
Giornata del Ricordo: il dolore dimenticato degli esuli giuliano-dalmati e istriani
Il 10 febbraio celebriamo la Giornata del Ricordo, istituita nel 2004 per commemorare le vittime delle foibe, le deportazioni e le sofferenze del popolo italiano in Istria, Dalmazia e Venezia Giulia durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale. Non si tratta solo di un atto di memoria storica, ma di un riconoscimento del dramma umano di decine di migliaia di italiani – civili, militari e religiosi – perseguitati dal regime del maresciallo Tito e dai suoi partigiani titini.
Tra il 1943 e il 1947, circa 20.000 italiani furono infoibati o eliminati in campi di concentramento come quelli di Goli Otok e Vis. Uomini e donne, spesso accusati di "fascismo" senza prove, venivano gettati vivi nelle voragini carsiche delle foibe, legati con filo spinato e talora seviziati barbaramente. Tra le vittime spiccano sacerdoti e religiosi: suore francescane crocifisse a rovescio, preti come don Francesco Bonifacio torturati e infoibati con il collo stretto da filo spinato, o don Giovanni Missio seviziato prima di essere precipitato in una foiba. Questa persecuzione religiosa colpì oltre 700 chierici italiani, simbolo di un odio ideologico che non risparmiava la fede.
Le popolazioni giuliano-dalmate e istriane subirono una pulizia etnica sistematica: case requisite, beni confiscati, famiglie spezzate. Circa 350.000 italiani furono costretti all'esilio, abbandonando tutto per rifugiarsi in Italia. Eppure, in patria, trovarono scarsa solidarietà. Gli esuli furono accolti con diffidenza, spesso bollati come "fascisti" dalla propaganda comunista dominante, emarginati nei campi profughi di Bologna, Cisterna o Padriciano. Mancò un abbraccio collettivo: la storiografia ufficiale oscurò questi eventi per decenni, preferendo il mito della Resistenza.
Oggi, ricordare non è revanscismo, ma giustizia. Onoriamo le vittime – come i 6.000-10.000 delle foibe, secondo stime storiche attendibili – per non ripetere gli orrori del totalitarismo. La solidarietà negata ieri deve diventare empatica memoria oggi.
Fonti di riferimento: Istituto di Studi Istriani e Dalmati, Archivio storico della Memoria Giuliana e Dalmata, legge 92/2004.
lunedì 9 febbraio 2026
Antonino Zichichi: lo scienziato che unì fede e scienza
Antonino Zichichi, fisico italiano di fama mondiale scomparso oggi all'età di 96 anni, ha dedicato la vita a dimostrare che scienza e fede cattolica non sono in contrasto, ma complementari nella ricerca della verità. Ispirato da Giovanni Paolo II, ha promosso un dialogo armonioso tra ragione sperimentale e trascendenza.
Vita e Contributi Scientifici
Nato a Trapani nel 1929, Zichichi è stato un pioniere della fisica delle particelle, autore di oltre mille pubblicazioni, sei scoperte e fondatore del laboratorio sotterraneo del Gran Sasso. Presidente della Federazione Mondiale degli Scienziati, ha portato la scienza italiana ai vertici internazionali con esperimenti sulle alte energie e la Grande Unificazione.
La sua passione divulgativa lo ha reso noto al grande pubblico attraverso libri e apparizioni TV, dove spiegava concetti complessi con semplicità galileiana.
Il dialogo tra fede e scienza
Zichichi sosteneva che la scienza nasce da un "atto di fede" nel metodo galileiano, che rivela l'"impronta del Creatore" nelle leggi della natura. Nessuna scoperta scientifica nega Dio; al contrario, fenomeni come le equazioni di Maxwell rimandano a un "Supermondo" logico e unificato.
Professo cattolico convinto, affermava: "Se ha il dono della Scienza e della Fede, sarà uno scienziato credente". Critico del pensiero illuminista che separa ragione e religione, vedeva nel cattolicesimo la via per indagare sia l'immanente che il trascendente.
L'ispirazione di Giovanni Paolo II
Fondamentale fu l'influenza di Karol Wojtyła, che Zichichi lodava per aver posto le basi della "Grande Alleanza tra Fede e Scienza". Nel libro Tra fede e scienza: da Giovanni Paolo II a Benedetto XVI, elogia l'azione del Papa in difesa della vera scienza, contro riduzionismi atei.


