domenica 1 marzo 2026

Vandalismo crescente verso chiese e moschee in Cisgiordania

Negli ultimi anni (e in particolare nelle ultime settimane) si sono registrati diversi episodi documentati di vandalismo e attacchi di coloni o estremisti ebrei contro chiese e moschee, tra cui la chiesa della Visitazione a Ein Karem e varie moschee in Cisgiordania.

Chiesa della Visitazione a Ein Karem
Il 19 febbraio 2026 la Chiesa della Visitazione, nel quartiere di Ein Karem a ovest di Gerusalemme, è stata vandalizzata con scritte in ebraico sui muri esterni e sulle auto parcheggiate.
Le scritte includevano parole come “Vendetta”, “Davide, re d’Israele vive e perdura” e “Il messia (ebraico) è qui!”, riconducibili alla retorica dei gruppi nazionalisti religiosi radicali.
Le autorità israeliane hanno parlato di “graffiti nazionalisti” e hanno aperto un’indagine, mentre la governatorato di Gerusalemme dell’Autorità Palestinese ha inserito l’episodio in una serie più ampia di violazioni di luoghi sacri cristiani e musulmani.

Attacchi a moschee in Cisgiordania
Il 23 febbraio 2026 una moschea nel villaggio di Tell, a sud di Nablus (moschea Abu Bakr al‑Siddiq), è stata data alle fiamme e imbrattata con scritte in ebraico come “vendetta” e “price tag” (tag prezzo), in quello che media e autorità hanno descritto come un attacco di coloni estremisti.
L’incendio ha danneggiato il portone e la parte esterna della moschea, con tracce evidenti di bruciature all’ingresso, prima che gli abitanti spegnessero le fiamme.
Il Ministero degli Affari Religiosi palestinese ha denunciato che nel corso dell’ultimo anno i coloni hanno attaccato o vandalizzato 45 moschee in Cisgiordania, inserendo l’episodio in una tendenza crescente di aggressioni contro santuari islamici.
Nel novembre 2025 un altro episodio aveva visto una moschea nella zona di Deir Istiya (Cisgiordania settentrionale) incendiata e ricoperta di graffiti offensivi verso l’Islam e il Profeta, descritta dalle autorità palestinesi come “crimine spregevole” e parte di un’escalation di violenze dei coloni.

Il contesto dei “price tag attacks”
Questi atti rientrano spesso nella categoria dei cosiddetti attacchi “price tag", ovvero azioni di rappresaglia di estremisti nazional‑religiosi contro palestinesi e talvolta contro chiese e monasteri cristiani, in risposta ad attentati palestinesi o a decisioni israeliane percepite come ostili ai coloni.
In passato sono stati colpiti vari luoghi cristiani in Israele e Cisgiordania (conventi, abbazie, chiese), con graffiti anti‑cristiani, pneumatici tagliati e, in alcuni casi, incendi parziali, ad esempio all’abbazia della Dormizione a Gerusalemme o alla chiesa della Moltiplicazione sul lago di Galilea.

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