Quest’anno Mercoledì delle Ceneri e primo giorno di Ramadan si sovrappongono, unendo idealmente oltre un miliardo di cristiani e circa due miliardi di musulmani nel segno del digiuno e della preghiera.
Per i cristiani cominciano i quaranta giorni di preparazione alla Pasqua, per i musulmani il mese sacro in cui si ricorda la prima rivelazione del Corano a Maometto.
Questa coincidenza non è frequente, perché la Quaresima segue il calendario solare legato alla data di Pasqua, mentre il Ramadan segue un calendario lunare che “si sposta” ogni anno di circa dieci giorni indietro. Proprio per questo il 18 febbraio 2026 diventa un’occasione preziosa per guardare in parallelo le due tradizioni e riconoscere differenze e punti di contatto.
Il rito delle ceneri
Nel cristianesimo la Quaresima si apre con il rito delle ceneri: il sacerdote le impone sul capo o sulla fronte dei fedeli dicendo “Polvere tu sei e in polvere ritornerai” oppure “Convertitevi e credete al Vangelo”. La cenere richiama la fragilità dell’uomo (“polvere e cenere”, dice Abramo) ma anche la decisione di cambiare vita, di intraprendere un cammino di penitenza e rinnovamento.
Il colore liturgico è il viola, segno di penitenza, sobrietà e attesa: lo si ritrova nei paramenti, nelle decorazioni essenziali delle chiese, perfino in certe scelte musicali più sobrie rispetto al resto dell’anno. Nella tradizione ambrosiana, seguita a Milano e in parte della Lombardia, la Quaresima non inizia con le Ceneri ma la domenica successiva, motivo per cui talvolta i “milanesi” vengono bonariamente descritti come “in ritardo” rispetto al resto d’Italia.
Digiuno cristiano: pochi giorni, molto simbolici
Nel Rito romano il digiuno quaresimale si concentra in due giorni obbligatori: Mercoledì delle Ceneri e Venerdì Santo. Significa ridurre significativamente il cibo, limitarsi a un pasto completo e a due piccoli rinfreschi, accompagnando tutto con l’astinenza dalla carne nei venerdì di Quaresima.
Più che uno sforzo “sportivo”, il digiuno cristiano vuole essere un segno di conversione interiore, di solidarietà con i poveri e di libertà rispetto al consumo.
Per questo la Chiesa invita a unire al digiuno la preghiera e la carità: meno spese superflue, più attenzione a chi è nel bisogno.
Digiuno islamico: un mese dall’alba al tramonto
Nel Ramadan il digiuno (sawm) è uno dei cinque pilastri dell’Islam e coinvolge tutti i musulmani adulti e in salute. Dal primo chiarore dell’alba fino al tramonto ci si astiene da cibo, bevande (anche acqua), fumo e rapporti sessuali, evitando al contempo l’ira e gli atti immorali.
La giornata è scandita da due pasti simbolici: il suhur, consumato poco prima dell’alba, e l’iftar, che rompe il digiuno al tramonto, spesso vissuto in modo comunitario e festoso. Il Ramadan è anche tempo di preghiera più intensa, lettura del Corano, offerte ai poveri e ricerca del perdono di Dio.
Risonanze e possibilità di dialogo
Entrambe le tradizioni mettono al centro il rapporto con Dio, il dominio di sé, la condivisione con i poveri, il desiderio di convertirsi. Che Quaresima e Ramadan inizino lo stesso giorno può diventare un invito concreto al dialogo: cristiani e musulmani che si riconoscono reciprocamente in un tempo di serietà, di ascolto e di ricerca, pur restando fedeli alla propria identità.
Il vescovo Jose Colin Bagaforo, presidente della Commissione per il dialogo interreligioso della Conferenza episcopale cattolica delle Filippine (CBCP), vede in questa coincidenza un’opportunità di solidarietà e riflessione dentro un panorama nazionale religioso diversificato.
“Questo inizio condiviso è una grazia. Ci invita a rallentare, a tornare a Dio e a camminare insieme nella fede”, ha affermato. Secondo il presule, la data in comune è un’occasione unica per un periodo di grazia per il dialogo interreligioso; rappresenta uno sfondo simbolico per i continui sforzi di costruzione della pace a Mindanao, come in tutte le Filippine, rimarcando i valori condivisi della dedizione della vita e della devozione al Dio misericordioso.
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