A undici anni dalla pubblicazione dell’enciclica Laudato si’ di papa Francesco, il suo messaggio appare più attuale che mai. Il richiamo a una “ecologia integrale”, capace di tenere insieme ambiente, economia, giustizia sociale e dignità umana, continua a interrogare governi, comunità e singoli cittadini.
Non si tratta solo di salvaguardare la natura, ma di ripensare il nostro modo di abitare il mondo. Come ricordava Francesco, “tutto è connesso”: le crisi ambientali non sono mai isolate, ma si intrecciano con povertà, disuguaglianze e modelli di sviluppo insostenibili.
In questo contesto, assume un significato particolarmente forte la visita di ieri di papa Leone nella Terra dei Fuochi, uno dei luoghi simbolo del degrado ambientale in Italia. Tra discariche abusive, roghi tossici e conseguenze sanitarie drammatiche, questo territorio rappresenta una ferita aperta, ma anche un banco di prova per la responsabilità collettiva.
Nel suo intervento, il pontefice ha parlato con parole nette e dirette, richiamando istituzioni e cittadini a un impegno concreto: “Non possiamo abituarci all’ingiustizia ambientale, come se fosse il prezzo inevitabile del progresso”. E ancora: “Qui la terra è stata ferita, ma insieme a essa sono state ferite le comunità, le famiglie, i bambini”.
Papa Leone ha sottolineato il legame tra legalità e tutela del creato, denunciando con forza le responsabilità umane dietro il disastro ambientale: “La cura della casa comune passa anche attraverso la lotta contro ogni forma di illegalità che avvelena il territorio e il futuro”. Un passaggio che richiama direttamente lo spirito della Laudato si’, dove la crisi ecologica è anche crisi etica.
Particolarmente significativo il momento dell’incontro con i cittadini e le associazioni locali, spesso in prima linea nel denunciare e contrastare i fenomeni di inquinamento: “Non siete soli – ha detto il Papa – la vostra resistenza è un segno di speranza e un esempio per tutti”.
L’anniversario dell’enciclica e la visita nella Terra dei Fuochi si intrecciano così in un unico messaggio: la conversione ecologica non è un’idea astratta, ma una necessità urgente, che riguarda territori concreti e persone reali.
A distanza di oltre un decennio, la Laudato si’ continua dunque a essere non solo un testo da studiare, ma un invito all’azione. E luoghi come la Terra dei Fuochi ci ricordano che il tempo delle parole deve tradursi in scelte coraggiose e responsabilità condivise.