sabato 21 marzo 2026

Il capodanno persiano in tempo di guerra

Nowruz è il capodanno persiano e, allo stesso tempo, una festa di primavera che parla di luce, rinascita e ostinata speranza nel futuro.

Nowruz oggi in Iran
Quest’anno in Iran Nowruz arriva in un clima segnato da tensioni internazionali, crisi economica e un forte senso di precarietà nella vita quotidiana. Molti iraniani vivono tra inflazione, difficoltà lavorative e il peso delle restrizioni politiche, ma continuano a preparare la festa come un gesto di resistenza culturale e di cura reciproca. Proprio per questo, il momento dell’equinozio di primavera – quando il nuovo anno inizia ufficialmente – viene atteso come un “nuovo giorno” in cui, almeno simbolicamente, il ciclo della natura promette un riscatto che la politica non garantisce.

Origini e significato di primavera e rinnovamento
La parola Nowruz significa letteralmente “nuovo giorno” e affonda le sue radici in tradizioni iraniche che precedono di millenni l’Islam, con legami al mondo zoroastriano e ai culti della luce che celebravano la vittoria della primavera sulle tenebre dell’inverno. Da oltre 3.000 anni, in Iran e in un’ampia area che va dall’Asia Centrale al Caucaso, Nowruz segna l’inizio dell’anno secondo un calendario solare che parte dall’equinozio: è la natura, con il suo equilibrio di luce e buio, a dettare l’inizio del tempo nuovo. Oggi la festa è stata riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio culturale immateriale dell’umanità, proprio perché custodisce un’idea universale di rinnovamento: ogni primavera è una possibilità di ricominciare, di riallacciare i legami familiari e sociali, di purificare il passato per aprirsi al futuro.

Riti preparatori: pulizia, attesa, incontro
Nei giorni che precedono Nowruz le case vengono sottoposte a una grande pulizia, il khaneh tekani, che significa letteralmente “scuotere la casa”. Non è solo igiene domestica, ma un gesto spirituale: eliminare la polvere del passato per fare spazio a pensieri, relazioni ed energie nuove. La famiglia si prepara acquistando vestiti nuovi, sistemando la casa, cucinando dolci e piatti tradizionali; ogni dettaglio suggerisce l’idea di una vita che si rinnova, proprio come la natura che rinasce dopo l’inverno. Al momento esatto dell’equinozio tutti si riuniscono, spesso seguendo l’annuncio in radio o in televisione, e il passaggio all’anno nuovo viene segnato da abbracci, auguri e piccoli doni, soprattutto ai più giovani.

La tavola di Haft Sin e i simboli del rinnovamento
Cuore simbolico di Nowruz è la tavola di Haft Sin, “le sette S”, sulla quale vengono disposti sette elementi il cui nome, in persiano, inizia con la lettera “s”, ciascuno portatore di un significato legato alla vita che rinasce.

Alcuni elementi principali:
- Sabzeh (germogli di grano, orzo o lenticchie): simboleggiano la rinascita, il ciclo vegetale che riparte, la promessa che, nonostante il freddo e la morte apparente, la vita torna a crescere.
- Samanu (dolce di germe di grano): richiama dolcezza, forza e abbondanza, la capacità della terra di nutrire ancora una volta.
- Sib (mela): esprime bellezza, salute e fecondità, come un invito a custodire il corpo e le relazioni che ci fanno vivere.
- Senjed (frutto di oleastro o biancospino): è simbolo di amore e saggezza, memoria dei legami affettivi che sostengono nell’incertezza.
- Sir (aglio): rappresenta protezione e salute, quasi un antidoto contro le malattie e le negatività dell’anno passato.
- Serkeh / aceto: rimanda alla pazienza, alla maturazione attraverso il tempo, alla capacità di trasformare anche ciò che è aspro in sapienza.
- Monete (seke) o samanù e altre vivande: evocano prosperità materiale e desiderio di un futuro meno gravato da povertà e precarietà.

Accanto alle “sette S”, sulla tavola compaiono spesso un libro sacro (per molti il Corano, per altri testi di poesia come Hafez), uno specchio, candele, uova colorate, dolci, frutta secca e i tradizionali pesci rossi. Lo specchio e le candele richiamano la luce che illumina il nuovo anno, le uova rimandano alla fertilità e alla possibilità di nuova vita, i pesci rossi simboleggiano movimento, coraggio e libertà, mentre il libro aperto collega il tempo che ricomincia a una parola di sapienza, che può essere religiosa o poetica.

Una festa antica per una speranza fragile ma tenace
Per la popolazione iraniana, provata da guerre, sanzioni, disuguaglianze e repressione, Nowruz resta un caposaldo identitario, un “ponte tra passato e futuro” che nessun potere è riuscito davvero a cancellare. Anche quando il contesto politico e sociale è cupo, la celebrazione di Nowruz mantiene viva l’idea che ogni anno, come ogni primavera, la storia possa prendere una direzione diversa: la festa diventa così un atto collettivo di fiducia nel rinnovamento, non solo della natura, ma anche della vita civile e della dignità delle persone. In questo senso, la tavola di Haft Sin nelle case iraniane di oggi racconta insieme un rito millenario e un desiderio molto contemporaneo: che il nuovo giorno non sia solo una data sul calendario, ma la possibilità concreta di un futuro più giusto e vivibile.

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