E tantissimi iraniani ballano, piangono di gioia, bruciano i ritratti di chi li ha oppressi per decenni.
Gente che ha conosciuto la tortura, la censura, le esecuzioni pubbliche, le donne ammazzate perché un velo scivolava dalla testa.
Chi può biasimarli? Chi oserebbe dire loro di non esultare?
Nessuno.
Il problema è un altro.
Il problema sono quelli che da casa nostra, col telecomando in una mano e il telefono nell’altra, festeggiano come se fosse la finale dei Mondiali.
Quelli per cui la morte di Khamenei è la prova che Trump è un genio, che la forza bruta funziona, che bastano le bombe giuste sulle persone giuste e il mondo diventa un posto migliore.
Quello che è successo è qualcosa di molto più grande e molto più pericoloso.
Due Paesi, da soli, senza consultare nessuno, senza un voto alle Nazioni Unite, senza uno straccio di mandato internazionale, hanno deciso di bombardare uno Stato sovrano, eliminarne la leadership e ridisegnare gli equilibri di un’intera regione.
Uno di questi due Paesi è governato da un uomo che si comporta da padrone del pianeta. L’altro è guidato da chi, negli ultimi due anni, ha accumulato un catalogo di orrori nei confronti della popolazione civile di Gaza che farebbe impallidire diversi capitoli della storia che studiamo a scuola giurandoci “mai più”.
E insieme, questa notte, hanno stabilito un principio semplicissimo: chi ha la potenza di fuoco decide chi vive e chi muore. Fine.
Nessuna regola, nessun tribunale, nessun limite. Solo la legge del più armato.
Ora, Khamenei era un tiranno sanguinario? Sì.
Il suo regime ha massacrato, impiccato, stuprato, torturato? Sì.
Il mondo è un posto migliore senza di lui? Forse.
Ma il precedente che è stato appena scritto nella storia è un veleno lento che ci attraverserà tutti.
Perché se oggi puoi bombardare Teheran perché il bersaglio lo meritava, domani la stessa logica varrà per chiunque altro.
Valeva ieri per Putin che ha invaso l’Ucraina dicendo di volerla “denazificare”.
Varrà domani per la Cina quando deciderà che Taiwan va “riunificata”.
Varrà dopodomani per qualunque potenza nucleare che avrà un pretesto sufficientemente presentabile.
E noi, l’Europa, l’Italia, il cosiddetto Occidente dei diritti e delle regole, avremo perso per sempre la facoltà di obiettare qualunque cosa. Perché il diritto internazionale o esiste per tutti o non esiste per nessuno.
E stanotte è stato sepolto sotto le stesse macerie di Khamenei.
Da Facebook
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