lunedì 31 luglio 2023

Quaresima buddista 2023

Il festival di Khao Phansa segna l'inizio della Quaresima buddista, il ritiro annuale di tre mesi per i monaci, che inizia il giorno successivo alla luna piena dell'ottavo mese del calendario lunare. Le date specifiche variano a seconda di quando c'è la luna piena dell'ottavo mese, che nella maggior parte degli anni è a luglio.

I laici ascoltano l'insegnamento del Buddha la mattina dell'inizio della Quaresima
Il Khao Phansa è il tradizionale "ritiro dalle piogge" di tre mesi durante il quale i monaci buddisti devono rimanere nel proprio tempio per studiare l'insegnamento del Buddha e meditare. Non è consentito viaggiare e pernottare fuori dal proprio tempio, ma in determinate circostanze, come ad esempio per visitare un parente malato, è possibile concedere un periodo di permesso fino a sette giorni.

Durante questi tre mesi di ritiro, i monaci non possono tornare a essere laici.

I buddisti laici di tutto il Paese osservano questa giornata (il primo giorno della Quaresima buddista) riunendosi nel tempio per rendere omaggio al Buddha, ascoltare gli insegnamenti buddisti accompagnati da offerte di cibo, fiori, incenso, candele e altri oggetti di uso comune per i monaci.

Secondo la leggenda, i seguaci del Buddha non smisero di vagare durante la stagione delle piogge e la gente cominciò a lamentarsi perché calpestavano le risaie e temevano di danneggiare le piantine o le piccole creature dei campi. Quando il Buddha sentì queste preoccupazioni, proibì ai monaci di lasciare i loro templi per tre mesi.

Durante questo periodo i devoti spesso si astengono dall'alcol. Pregano per ottenere assistenza e guida per incoraggiare il merito e la felicità nella loro vita. Il periodo incoraggia a seguire i cinque principali precetti buddisti: non uccidere animali, non rubare o commettere atti di corruzione, non commettere adulterio, non mentire ed evitare di bere alcolici. Molti si assentano dal lavoro per rendere merito ai parenti defunti. Offrono anche vesti ai monaci.

Laici che offrono elemosine la mattina dell'inizio della Quaresima buddista
La mattina presto del giorno del festival di Khao Phansa, la gente prepara donazioni di cibo (in particolare khaotom, riso, banane o carne di maiale avvolta in foglie di banano) e di beni di prima necessità come sapone, dentifricio e spazzolini da denti e asciugamani per i monaci. La maggior parte dei templi è molto affollata in questo periodo, con persone che fanno meriti e donazioni.

Al termine di queste attività i monaci recitano gli insegnamenti del Buddha e raccontano la storia della Quaresima ai frequentatori del tempio. Più tardi, in serata, monaci, novizi e laici portano fiori e candele e fanno il giro del tempio centrale per tre volte.

Questi sono i mesi più consueti per l'ordinazione e per l'ingresso degli uomini nel monastero per brevi periodi e sono caratterizzati da numerose cerimonie di ordinazione.

Nella tradizione laotiana i laici non si sposano durante i tre mesi di quaresima buddista o Khao Phansa.

La Quaresima termina con la luna piena dell'undicesimo mese del calendario lunare, ovvero in ottobre (nella maggior parte degli anni).

Da Laos guide

domenica 30 luglio 2023

Rompiamo il silenzio sull'Africa

Appello di padre Alex Zanotelli* ai giornalisti italiani:

«Rompiamo il silenzio sull’Africa.
Non vi chiedo atti eroici, ma solo di tentare di far passare ogni giorno qualche notizia per aiutare il popolo italiano a capire i drammi che tanti popoli africani stanno vivendo.

Scusatemi se mi rivolgo a voi in questa torrida estate, ma è la crescente sofferenza dei più poveri ed emarginati che mi spinge a farlo. Per questo, come missionario e giornalista, uso la penna per far sentire il loro grido, un grido che trova sempre meno spazio nei mass-media italiani, come in quelli di tutto il modo del resto.

Trovo infatti la maggior parte dei nostri media, sia cartacei che televisivi, così provinciali, così superficiali, così ben integrati nel mercato globale.

So che i mass-media , purtroppo, sono nelle mani dei potenti gruppi economico-finanziari, per cui ognuno di voi ha ben poche possibilità di scrivere quello che veramente sta accadendo in Africa.

Mi appello a voi giornalisti/e perché abbiate il coraggio di rompere l’omertà del silenzio mediatico che grava soprattutto sull’Africa.

È inaccettabile per me il silenzio sulla drammatica situazione nel Sud Sudan (il più giovane stato dell’Africa) ingarbugliato in una paurosa guerra civile che ha già causato almeno trecentomila morti e milioni di persone in fuga.

È inaccettabile il silenzio sul Sudan, retto da un regime dittatoriale in guerra contro il popolo sui monti del Kordofan, i Nuba, il popolo martire dell’Africa e contro le etnie del Darfur.

È inaccettabile il silenzio sulla Somalia in guerra civile da oltre trent’anni con milioni di rifugiati interni ed esterni.

È inaccettabile il silenzio sull’Eritrea, retta da uno dei regimi più oppressivi al mondo, con centinaia di migliaia di giovani in fuga verso l’Europa.

È inaccettabile il silenzio sul Centrafrica che continua ad essere dilaniato da una guerra civile che non sembra finire mai.

È inaccettabile il silenzio sulla grave situazione della zona saheliana dal Ciad al Mali dove i potenti gruppi jihadisti potrebbero costituirsi in un nuovo Califfato dell’Africa nera.

È inaccettabile il silenzio sulla situazione caotica in Libia dov’è in atto uno scontro di tutti contro tutti, causato da quella nostra maledetta guerra contro Gheddafi.

È inaccettabile il silenzio su quanto avviene nel cuore dell’Africa , soprattutto in Congo, da dove arrivano i nostri minerali più preziosi.

È inaccettabile il silenzio su trenta milioni di persone a rischio fame in Etiopia, Somalia , Sud Sudan, nord del Kenya e attorno al Lago Ciad, la peggior crisi alimentare degli ultimi 50 anni secondo l’ONU.

È inaccettabile il silenzio sui cambiamenti climatici in Africa che rischia a fine secolo di avere tre quarti del suo territorio non abitabile.

È inaccettabile il silenzio sulla vendita italiana di armi pesanti e leggere a questi paesi che non fanno che incrementare guerre sempre più feroci da cui sono costretti a fuggire milioni di profughi. (Lo scorso anno l’Italia ha esportato armi per un valore di 14 miliardi di euro!).

Non conoscendo tutto questo è chiaro che il popolo italiano non può capire perché così tanta gente stia fuggendo dalle loro terre rischiando la propria vita per arrivare da noi.

Questo crea la paranoia dell’“invasione”, furbescamente alimentata anche da partiti xenofobi.

Questo forza i governi europei a tentare di bloccare i migranti provenienti dal continente nero con l’Africa Compact , contratti fatti con i governi africani per bloccare i migranti.

Ma i disperati della storia nessuno li fermerà.

Questa non è una questione emergenziale, ma strutturale al sistema economico-finanziario. L’ONU si aspetta già entro il 2050 circa cinquanta milioni di profughi climatici solo dall’Africa. Ed ora i nostri politici gridano: «Aiutiamoli a casa loro», dopo che per secoli li abbiamo saccheggiati e continuiamo a farlo con una politica economica che va a beneficio delle nostre banche e delle nostre imprese, dall’ENI a Finmeccanica.

E così ci troviamo con un Mare Nostrum che è diventato Cimiterium Nostrum dove sono naufragati decine di migliaia di profughi e con loro sta naufragando anche l’Europa come patria dei diritti. Davanti a tutto questo non possiamo rimane in silenzio. (I nostri nipoti non diranno forse quello che noi oggi diciamo dei nazisti?).

Per questo vi prego di rompere questo silenzio-stampa sull’Africa, forzando i vostri media a parlarne. Per realizzare questo, non sarebbe possibile una lettera firmata da migliaia di voi da inviare alla Commissione di Sorveglianza della RAI e alla grandi testate nazionali? E se fosse proprio la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI) a fare questo gesto? Non potrebbe essere questo un’Africa Compact giornalistico, molto più utile al Continente che non i vari Trattati firmati dai governi per bloccare i migranti?

Non possiamo rimanere in silenzio davanti a un’altra Shoah che si sta svolgendo sotto i nostri occhi. Diamoci tutti/e da fare perché si rompa questo maledetto silenzio sull’Africa.

*Alex Zanotelli è missionario italiano della comunità dei Comboniani, profondo conoscitore dell'Africa e direttore della rivista Mosaico di Pace

lunedì 24 luglio 2023

“Popecast”, il nuovo podcast del Papa con i giovani a pochi giorni dalla Gmg

Papa Francesco si mette di nuovo in gioco con una delle forme di comunicazione più congeniali alle nuove generazioni: il podcast. “Il podcast? Sì, ora me lo ricordo!”. Proprio con i giovani il Pontefice si mette in relazione, in vista della Giornata Mondiale della Gioventù di Lisbona, per il nuovo Popecast realizzato da Salvatore Cernuzio, in collaborazione con la redazione podcast.

sabato 22 luglio 2023

Barbie: un messaggio sull'emacipazione femminile

Una Barbie formato gigante, con il corpo statuario avvolto in un costume a righe degli anni ’50 e i capelli biondissimi legati in una coda alta, irrompe in un paesaggio dai tratti desertici, popolato da bambine intente a cullare bambolotti con sembianze umane. Le piccole, giocando, riproducono tutti i lavori che una perfetta casalinga di quasi un secolo fa doveva padroneggiare con maestria: accudiscono i loro figli, stirano, puliscono, cucinano, prendono il tè. Ma quando vedono Barbie, le bambine si ribellano al ruolo in cui sono state relegate, e cominciano a distruggere tutti i giocattoli: è l’inizio dell’emancipazione femminile.

Comincia così il nuovo – e attesissimo – Barbie, la pellicola uscita nei cinema italiani il 20 luglio e che è già annunciato come uno dei film dell’anno. Sotto la regia di Greta Gerwig (che delle donne e alle donne sa parlare molto bene, come hanno dimostrato le nomination ai premi Golden Globe, Oscar e Bafta per le sceneggiature dei suoi Ladybird e Little Women), un cast stellare si muove a cavallo di due mondi: quello tutto rosa e confettato di Barbieland, la terra delle Barbie appunto, e quello reale degli Stati Uniti, dove a dominare non sono più i colori pastello e gli outfit perfetti, ma le tinte più scure di una realtà patriarcale.

Tu cosa ne pensi?

Leggi tutto da Famiglia Cristiana