martedì 27 gennaio 2026

I Giusti delle Nazioni: la dignità umana come bussola morale

Ogni 27 gennaio ricordiamo la Shoah e le sue vittime, ma accanto a questa memoria del dolore, è essenziale custodire anche la memoria del coraggio. È la memoria dei Giusti delle Nazioni, uomini e donne che, in tempi di disumanità, scelsero la via dell’umanità. Non erano eroi nel senso tradizionale: erano insegnanti, contadini, medici, suore, cittadini comuni che decisero di salvare e proteggere altri esseri umani, spesso a rischio della propria vita.  

Essi riconobbero, in mezzo alla barbarie, che ogni persona porta in sé una dignità che nessuna legge o ideologia può cancellare. Il loro gesto non fu solo un atto di resistenza morale, ma anche una forma di fede nella possibilità del bene, anche quando tutto intorno sembrava negarlo.

Agire per la dignità, allora e oggi
Oggi, le forme del male sono più sottili ma non meno reali. Non ci sono più delatori in ogni strada, ma esistono indifferenza, razzismo digitale, disinformazione, persecuzioni religiose o politiche, e nuove frontiere di esclusione che colpiscono migranti, minoranze e dissidenti.  
Essere “giusti” oggi può significare tante cose:  
- Denunciare la violenza o l’odio, anche quando farlo significa esporsi.  
- Difendere la verità e la giustizia nei contesti in cui prevale il cinismo.  
- Offrire solidarietà e asilo a chi fugge da guerre e persecuzioni.  
- Sostenere la libertà d’espressione e i diritti umani, anche nel mondo digitale.  

Un’eredità viva
Come ricordava Moshe Bejski, sopravvissuto di Auschwitz e promotore del titolo di Giusto tra le Nazioni, “ciò che distingue il Giusto è agire senza chiedere una ricompensa, solo perché è giusto”.  
Questo spirito vive oggi in figure come le donne iraniane che sfidano il regime per il diritto all’istruzione e alla libertà, nei giornalisti russi o belarusi che continuano a parlare nonostante le minacce, o nei volontari che soccorrono migranti in mare o nei conflitti, mossi dalla convinzione che nessuna frontiera valga più della vita umana.  

La Giornata della Memoria è doverosa per ricordare tutte le vittime del nazi-fascismo e la follia antisemita, ma è sempre occasione per aprire gli occhi sui rischi contemporanei di perdere il senso di umanità e di cadere nell'indifferenza verso l'ingiustizia, la violenza e le discriminazioni che colpisce popolazioni e categorie di persone in ogni parte del mondo.

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