Il 6 agosto 2025 si celebrano gli 80 anni dal bombardamento atomico di Hiroshima, uno degli eventi più devastanti del Novecento che ha cambiato per sempre la storia dell’umanità e il volto del Giappone. Alle 8:15 di quella mattina del 1945, la bomba “Little Boy” sganciata dall’aeronautica militare statunitense distrusse il 90% degli edifici della città e uccise all’istante circa 70.000 persone, con altre decine di migliaia che morirono nei mesi successivi per le conseguenze delle radiazioni. Il 9 agosto toccò a Nagasaki, portando il totale delle vittime a oltre 200.000 civili.
Le commemorazioni di oggi
In occasione dell’anniversario, Hiroshima si è fermata con un minuto di silenzio esattamente alle 8:15, accompagnato dal rintocco della campana della Pace nel Parco del Memoriale, simbolo universale contro la guerra nucleare. Migliaia di persone, tra studenti, rappresentanti di oltre 120 Paesi e i pochi sopravvissuti rimasti (gli hibakusha), si sono radunate per deporre fiori, lanciare colombe bianche e rinnovare l’appello per un mondo senza armi atomiche.
La serata di Hiroshima si illumina ogni anno grazie alla cerimonia delle lanterne galleggianti (tōrō nagashi): migliaia di lanterne di carta con messaggi di pace vengono affidate alle acque del fiume Motoyasu, in una tradizione di origine buddhista che unisce commossa memoria e speranza per il futuro. Queste pratiche sono spesso guidate dai monaci buddhisti, custodi della memoria e della spiritualità del lutto e della rinascita. Alcuni monaci hanno ricordato come “l'empatia per ogni vita sia la vera risposta al terrore atomico”, invitando i giovani del mondo a custodire la pace dentro e fuori di sé.
Il messaggio di Papa Leone XIV
In questo anniversario, anche Papa Leone XIV si è rivolto ai giovani e al mondo intero, rinnovando il suo appello “contro l’uso delle armi e per le vie del dialogo fraterno”. Durante l’udienza generale, ha dichiarato:
“A 80 anni dal bombardamento nucleare della città di Hiroshima, seguito tre giorni dopo da quello di Nagasaki, assicuro la mia preghiera per chi ha subito effetti fisici, psicologici e sociali da quell’evento. Quei tragici fatti costituiscono un monito universale contro la devastazione causata dalle guerre e, in particolare, dalle armi nucleari. Auspico che nel mondo contemporaneo, segnato da forti tensioni e sanguinosi conflitti, l’illusoria sicurezza basata sulla minaccia della reciproca distruzione ceda il passo agli strumenti di giustizia, al dialogo e alla fiducia nella fraternità”.
Papa Leone ha invitato in particolare i giovani a essere “artigiani di pace”, capaci di ascoltare, perdonare e fare il primo passo. Solo una scelta consapevole dell’amore e della fraternità può preparare un futuro in cui “la vita può davvero fiorire”.
Una memoria che parla al futuro
Gli 80 anni della bomba su Hiroshima sono molto più che un ricordo: sono un appello a non ripetere gli errori del passato. Il mondo di oggi, segnato da nuove tensioni e guerre, ha bisogno di giovani che siano portatori di memoria e di pace.
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