La dichiarazione chiede che «la giustizia per il popolo palestinese, come la sicurezza per il popolo israeliano, passano solo per il riconoscimento reciproco, il rispetto dei diritti fondamentali e la volontà di parlarsi». Sulla scia degli appelli del Pontefice, anche i leader religiosi hanno ribadito l’urgenza di «far tacere le armi, le operazioni militari in Gaza e il lancio di missili verso Israele» e che, allo stesso tempo, «siano liberati gli ostaggi e restituiti i corpi. Si sfamino gli affamati e siano garantite cure ai feriti».
L’attenzione che emerge dal messaggio, infatti, è anche quella di sensibilizzare i cittadini contro «l’odio e la violenza» che corrompono «la natura autentica dei testi sacri per benedire l’uso delle armi e organizzare la morte dell’altro», per evitare il propagarsi di «antisemitismo e islamofobia» o di avversione «al cristianesimo cattolico».
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