domenica 14 gennaio 2018

Ius fraternitatis

Ho trovato illuminante questa iniziativa di Caritas e società nella parrocchia di san Biagio in occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato (14 gennaio).
Da oltre 100 anni si celebra la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato.
È una Giornata nata in Italia nel 1914 per aiutare gli italiani che uscivano dal nostro Paese cercare lavoro, speranza e dignità (oltre 20 milioni!).
Con il passare degli anni, da Giornata Italiana è diventata Giornata Mondiale, celebrata per esprimere solidarietà, affetto e concreto aiuto a tutti coloro che hanno lasciato il loro Paese per portare le loro braccia, il loro lavoro e la loro famiglia in un altro Paese.


Caritas di Treviso, Ufficio Migranti della Diocesi di Treviso hanno accolto la proposta della Parrocchia di Olmi di San Biagio che celebra ogni mese il Sabato del Villaggio e dell’Associazione di Volontariato “Piccolo Carro” di San Biagio di Callalta di organizzare una festa in cui è stato consegnato il Certificato di Fraternità agli immigrati che vivono con loro e dei quali condividono la fraternità.

Pensiamo anche alla scuola, dove viviamo e cresciamo insieme fianco a fianco. Una bella idea di scambiarsi un certificato di amicizia e fraternità.

giovedì 11 gennaio 2018

Romea Strata

Se siete camminatori o ciclisti, vi sarete accorti di cartelli come questo intorno a Schio.

ROMEA STRATA è un'iniziativa dell’Ufficio Pellegrinaggio della Diocesi di Vicenza, in collaborazione con il Centro Italiano Studi Compostellani, per la riscoperta d’antiche vie di pellegrinaggio a piedi. 
La scelta del nome oltre a richiamare Roma, la meta più importante a cui i pellegrini - i Romei - puntavano nel loro cammino lungo la penisola, vuole estendere idealmente a tutti i percorsi nel nord-est d’Italia la figliolanza con la strada Romea, la principale via attraversata dai pellegrini medievali che dalle Alpi Orientali attraversando Friuli, Veneto, Emilia Romagna e Toscana raggiungevano la via Francigena per recarsi alle tombe di Pietro e Paolo. Il pellegrinaggio a piedi è una attualissima forma di esperienza con forti implicazioni sociali e ampia ricaduta economica sui territori locali. La ROMEA STRATA non è solo via dello Spirito, ma an­che patrimonio storico-culturale vivo della collettività, da conoscere, promuovere e proteggere.
Ulteriori informazioni:

sabato 6 gennaio 2018

Il Natale Ortodosso



Gli immigrati di fede ortodossa dalla Russia, Ucraina, Bielorussia, Moldavia e Serbia si stanno preparando al Natale. Il giorno della nascita del bambino Gesù è considerato la principale festività in tutte le religioni cristiane, ma non viene festeggiato allo stesso modo nei Paesi cattolici e ortodossi. A cominciare dalla data. Il mondo cattolico e una parte di quello ortodosso, che hanno accettato la riforma del calendario gregoriano nel 1582, onorano il sacro evento il 25 dicembre. La chiesa di Gerusalemme, la chiesa Ortodossa russa, serba, nonché antiche chiese orientali e quella cattolica orientale, lo fanno sempre il 25 dicembre, ma secondo il calendario Giuliano, che cade il 7 gennaio, proclamato nei tre Paesi ufficialmente festivo.

A differenza dalla chiesa cattolica di Roma, nei paesi ortodossi non esiste il presepe come il simbolo della nascita di Cristo. Addobbare l'albero di Natale è invece una tradizione comune. Prima del grande giorno, i fedeli osservano una quaresima di 40 giorni in cui mangiano solo cibi magri, niente carne, latticini e simili. La vigilia è il giorno del rigore: digiuno fino a mezzanotte e tante preghiere. La canonica cena del Natale ortodosso non è ricca: vengono consumati solo uno o due piatti che ricordano ai commensali il sacro evento. La cena passa in un silenzio solenne, e la festa comincia dopo la messa notturna. A tavola si raduna tutta la famiglia, mentre il giorno di Natale (7 gennaio) vengono gli ospiti. Anticamente, i giovani si riversavano fuori mascherati e, girando per le strade, facevano gli scherzi e chiedevano il cibo e da bere nelle case. Dopo il Natale inizia il periodo di “sviati”, 12 giorni santi in cui si susseguono gli eventi dedicati alla nascita e al battesimo di Cristo.

lunedì 1 gennaio 2018

Messaggio di pace

Impariamo ad assumere uno sguardo capace di accorgersi che tutti facciamo «parte di una sola famiglia, migranti e popolazioni locali che li accolgono, e tutti hanno lo stesso diritto ad usufruire dei beni della terra, la cui destinazione è universale.
Qui trovano fondamento la solidarietà e la condivisione.
Queste parole ci ripropongono l’immagine della nuova Gerusalemme (Is 60, Ap 21) descritta come una città con le porte sempre aperte, per lasciare entrare genti di ogni nazione, che la ammirano e la colmano di ricchezze. La pace è il sovrano che la guida e la giustizia il principio che governa la convivenza al suo interno.
Abbiamo bisogno di rivolgere anche sulla città in cui viviamo questo sguardo contemplativo, «ossia uno sguardo di fede che scopra quel Dio che abita nelle sue case, nelle sue strade, nelle sue piazze promuovendo la solidarietà, la fraternità, il desiderio di bene, di verità, di giustizia», in altre parole realizzando la promessa della pace.
Osservando i migranti e i rifugiati, questo sguardo saprà scoprire che essi non arrivano a mani vuote: portano un carico di coraggio, capacità, energie e aspirazioni, oltre ai tesori delle loro culture native, e in questo modo arricchiscono la vita delle nazioni che li accolgono. Saprà scorgere anche la creatività, la tenacia e lo spirito di sacrificio di innumerevoli persone, famiglie e comunità che in tutte le parti del mondo aprono la porta e il cuore a migranti e rifugiati, anche dove le risorse non sono abbondanti.
Questo sguardo contemplativo, infine, saprà guidare il discernimento dei responsabili della cosa pubblica, così da spingere le politiche di accoglienza fino al massimo dei «limiti consentiti dal bene comune rettamente inteso», considerando cioè le esigenze di tutti i membri dell’unica famiglia umana e il bene di ciascuno di essi.
Pope Francis

sabato 30 dicembre 2017

E' ora di Religione


Care/i ragazze/i,
dire IRC (Insegnamento della Religione Cattolica) comprende il concetto di Insegnare a Ragazze/i Curiose/i.
Curiosi di: iniziare le scuole superiori, conoscere nuovi amici, fare nuove esperienze, CRESCERE ... certo anche timorosi, qualcuno spaventato ...

Noi insegnanti di IRC vogliamo invitarvi a continuare a sperimentare questa disciplina nelle scuole superiori. Pensiamo sia importante avere una bussola con cui orientarsi nelle scelte e nella strada da percorrere, dialogando assieme alle altre discipline. Sarà possibile così vivere la scuola come luogo dove imparare ad imparare, progettare, comunicare, collaborare e partecipare. “Io posso fare cose che tu non puoi, tu puoi fare cose che io non posso. Insieme possiamo fare grandi cose”.

Durante queste ore di lezione, potrete avere uno sguardo in più sul mondo, un diverso punto di vista, una visione più completa della vita, che comprenda anche l’aspetto religioso. "La realtà tutta si presenta davanti a noi per essere riconosciuta, apprezzata, superata. Al suo superamento, ogni volta, scatta la visione dell'essenziale, fino a quel momento invisibile agli occhi".

La nostra idea è proporvi un viaggio dove le domande forti, vitali possano trovare accoglienza. "Buon viaggio, che sia un'andata o un ritorno, che sia una vita o un solo giorno..."

                                                                                                              Le proff. e i proff. delle Superiori

martedì 26 dicembre 2017

Buon Natale

Il Natale di solito è una festa rumorosa, ci farebbe bene 
un po’ di silenzio per ascoltare la voce dell’Amore.

Natale sei tu, quando decidi di nascere di nuovo ogni giorno 
e lasciare entrare Dio nella tua anima.

L’albero di Natale sei tu quando resisti vigoroso ai venti e alle difficoltà della vita.

Gli addobbi di Natale sei tu quando le tue virtù sono i colori 
che adornano la tua vita.
 

La campana di Natale sei tu quando chiami, raduni e cerchi di unire.

Sei anche luce di Natale quando illumini con la tua vita il cammino degli altri 
con la bontà la pazienza l’allegria e la generosità.
 

Gli angeli di Natale sei tu quando canti al mondo 
un messaggio di pace di giustizia e di amore.


La stella di Natale sei tu quando conduci qualcuno all’incontro con il Signore.

Sei anche i re magi quando dai il meglio che hai senza tenere conto a chi lo dai.

La musica di Natale sei tu quando conquisti l’armonia dentro di te.

Il regalo di Natale sei tu quando sei 
un vero amico e fratello di tutti gli esseri umani.


Gli auguri di Natale sei tu quando perdoni 
e ristabilisci la pace anche quando soffri.

Il cenone di Natale sei tu quando sazi 
di pane e di speranza il povero che ti sta di fianco. 

Tu sei la notte di Natale quando umile e cosciente ricevi nel silenzio della notte
il Salvatore del mondo senza rumori ne grandi celebrazioni. 

Tu sei sorriso di confidenza e tenerezza nella pace interiore di un Natale perenne che stabilisce il regno dentro di te.

Un buon Natale a tutti coloro che assomigliano al Natale