La religione dei drusi (o drusismo) è una fede monoteista nata tra l’XI e il XII secolo come evoluzione dell’ismailismo sciita, ma profondamente distinta e autonoma. I drusi si definiscono “unitari” (muwahidūn) e credono in un Principio Divino unico e assoluto, che si può manifestare anche in forma umana. Tra le idee centrali vi sono l’influenza della filosofia greca—specialmente di Pitagora, Platone e Plotino—e il rispetto delle “religioni celesti”.
Testi Sacri e Segretezza
Il principale testo sacro è il “Kitab al-Hikma” (‘Libro della Saggezza’, o “Epistole della Saggezza”).
L’accesso ai testi sacri, scritti in arabo e custoditi gelosamente, è riservato solo agli iniziati (uqqāl). La maggior parte dei drusi (juhhāl) non ha accesso diretto ai contenuti esoterici della dottrina.
Sono riconosciute e apprezzate anche alcune scritture della tradizione ebraica e cristiana e opere filosofiche.
Grande importanza ha il concetto di segretezza (taqiya): nascondere la fede agli estranei è non solo permesso ma un vero e proprio dovere.
Miti e Cosmologia
La cosmologia drusa parla di sette profeti fondamentali (Adamo, Noè, Abramo, Mosè, Gesù, Maometto, Maometto figlio di Ismaele).
Reincarnazione (metempsicosi): la religione insegna che il numero delle anime umane è fisso dalla notte dei tempi e che ogni anima si reincarna ciclicamente all’interno della comunità drusa. Questo rende la comunità chiusa a nuove conversioni e vieta ogni forma di proselitismo o matrimonio misto.
Secondo la leggenda, i drusi sarebbero discendenti di Jethro (suocero di Mosè), che trasmise la verità divina a Mosè stesso.
Riti e Pratiche
La pratica religiosa è molto riservata. L’accesso ai riti è riservato agli iniziati, che si ritrovano nella hilwa (luogo di riunione senza immagini).
I drusi non riconoscono i cinque pilastri dell’Islam e rifiutano pratiche come il pellegrinaggio e il digiuno rituale, ritenendo che esternalità e ritualismi macchino la purezza della fede.
L’interpretazione dei testi è allegorica ed esoterica, non letterale.
Regole di Comportamento (Sette Precetti)
Tutta la comunità drusa deve rispettare i 7 precetti fondamentali, declinati in varianti simili ma convergenti:
1. Verità della parola: sincerità assoluta tra drusi.
2. Mutuo soccorso: solidarietà, protezione e assistenza tra membri della comunità.
3. Ripudio delle false credenze: abbandonare tutti i vecchi culti e superstizioni non drusi.
4. Ripudio del Diavolo: respingere tutte le forze e i comportamenti malvagi.
5. Proclamazione dell’unità divina: riconoscere l’unicità di Dio.
6. Accettazione della volontà di Dio: riconoscere che ogni evento proviene da un disegno divino provvidenziale.
7. Totale sottomissione a Dio: obbedienza assoluta in pubblico e in privato.
Altri principi comportamentali:
Divieto di alcool, tabacco, carne di maiale, uso di droghe.
Vita austera e comportamento morale rigoroso.
Rispetto per gli anziani, ospitalità sacra, monogamia, matrimonio solo all’interno della comunità.
Vietati il divorzio, l’omicidio, l’adulterio e lo stupro (considerati peccati gravissimi e imperdonabili).
Tradizioni e Feste
L’unica vera festa religiosa riconosciuta e pubblica è lo Ziyarat al-Nabi Shu’ayb (pellegrinaggio alla tomba del profeta Jethro/Shu’ayb), celebrata tra il 25 e il 28 aprile, considerata anche festa nazionale in Israele.
Le altre celebrazioni sono rare o molto sobrie; molte pratiche festive tradizionali sono orali e legate a canti, danze e banchetti familiari, e variano secondo le regioni.
Tradizioni popolari e folklore
Credenza nella reincarnazione anche in animali (per i peccatori), magia, malocchio, culto degli alberi sacri con pellegrinaggi e offerte votive.
La comunità è molto chiusa e ha stili di abbigliamento e cerimoniali distintivi; il turbante bianco degli sheikh è un simbolo distintivo degli iniziati.
Spesso nei funerali si tengono banchetti e, contro le prescrizioni religiose, canti funebri notturni.
La religione dei drusi rimane una delle più misteriose e protette del panorama medio-orientale, fondata su una dottrina esoterica, su precetti morali rigorosi e su una fortissima identità collettiva e tradizionale.
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