martedì 11 marzo 2025

La violenza in Siria colpisce le comunità cristiane

Recenti rapporti provenienti dalla Siria, diffusi dal sito cristiano Assyro-chaldéens, destano preoccupazione per la sorte di diverse comunità religiose. Secondo queste fonti, si sarebbero verificati episodi di violenza che hanno coinvolto anche figure religiose e civili.

Tra le vittime, si segnala l'uccisione di un sacerdote della Chiesa greco-ortodossa di sant'Elia a Tartous, identificato come p. Yohann Youssef Boutros, e di un uomo di nome Fares Bassam Kawi nel quartiere di
al-Datour a Latakia. Altre fonti riportano di un'intera famiglia colpita a Banias, di un altro cristiano, Tony Khoury, deceduto nel villaggio maronita di Dahr Safra, e del sindaco del villaggio cristiano di al-Mazra'a Wadi al-Nasara. Si menzionano inoltre due cristiani di origine armena, padre e figlio, anch'essi vittime a Latakia, e il padre del sacerdote Gregorius Bechara, della parrocchia di Notre-Dame dell'Annunciation, colpito a Banias.

Questi eventi si inseriscono in un contesto di tensioni crescenti tra diverse fazioni, in una Siria che sta attraversando una fase di transizione politica. La situazione è resa ancora più complessa dalle sfide economiche, dalle spinte indipendentiste in alcune regioni e dagli interessi di potenze straniere.

In questo scenario, il leader politico al-Sharaa ha lanciato un appello all'unità nazionale, sottolineando la necessità di evitare ulteriori conflitti e divisioni. Anche figure religiose, come p. Jihad Youssef del monastero di Mar Musa, hanno espresso preoccupazione per la violenza e hanno invitato alla riconciliazione e al perdono, promuovendo un dialogo interreligioso per la pace.

L'Assemblea costituente, nel frattempo, continua il suo lavoro per garantire la rappresentanza di tutte le componenti etniche e religiose del Paese, in un momento in cui la Siria cerca di superare le ferite del passato e costruire un futuro di pace e stabilità.

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