venerdì 8 marzo 2019

Il Dalai Lama, 60 anni di esilio

Il capo politico e religioso fu costretto a fuggire nel 1959: “Ma oggi il numero di buddisti sta crescendo sempre più” “Il dialogo con Pechino si è interrotto, ma informalmente ho molti contatti. I parlamenti di tutto il mondo ci sostengono”

Sua Santità Tenzin Gyatso, il XIV Dalai Lama del Tibet vive a McLeod Ganj a 2100 metri sul livello del mare, poco sopra Dharamsala, nella regione indiana dell’Himachal Pradesh. La «capitale» della diaspora tibetana dista soltanto 200 chilometri in linea d’aria dal Tibet, anche se ciò che separa il Dalai Lama dalla propria terra non è la catena montuosa più alta del Pianeta - l’Himalaya -, ma 60 anni ininterrotti di esilio. Di questo e altro, il Dalai Lama parla con La Stampa in una mattina di marzo ancora innevata, dopo aver dato udienza, come ogni giorno, a centinaia di fedeli che dalle regioni più remote dell'India, del Tibet e della Cina giungono fin qui per ascoltare parole di conforto, un consiglio, una benedizione.

giovedì 7 marzo 2019

Quaresima, perché il venerdì si digiuna

I quaranta giorni che precedono la Pasqua vengono vissuti dai fedeli come un periodo di preparazione e conversione per prepararsi al meglio alla Pasqua. Il digiuno è una delle pratiche quaresimali più note. Che origine e che significato ha questa scelta?
Risponde il teologo Rinaldo Falsini

L’astinenza, in particolare dalla carne, risale all’Antico Testamento e per alcune circostanze allo stesso mondo pagano, anche se ha avuto ampio sviluppo nel monachesimo cristiano d’Oriente e Occidente. Una severa alimentazione combatteva le tentazioni e la concupiscenza della carne, favorendo l’ascesi e il dominio spirituale del corpo.

Il digiuno con l’astinenza – cioè un pasto al giorno, evitando determinati cibi – è congiunto alla preghiera a Dio e all’elemosina: un trio che, già presente nell’Antico Testamento, contrassegna la pratica penitenziale della Chiesa.

È quanto viene affermato nella nota pastorale della Conferenza episcopale italiana del 1994, Il senso del digiuno e dell’astinenza. Nella penitenza l’uomo è coinvolto nella sua totalità di corpo e spirito: si converte a Dio e lo supplica per il perdono dei peccati, lodando e rendendo grazie; non disprezza il corpo, lo modera, e rinvigorisce lo spirito, non si chiude in sé stesso ma vive la solidarietà che lo lega agli altri uomini.

Ma perché queste tre espressioni rientrino nella prassi penitenziale della Chiesa devono avere un’anima autenticamente religiosa, anzi cristiana. È quanto si propone la citata nota pastorale, in applicazione di una delibera del 1985, sollecitando una convinta ripresa della prassi penitenziale tra i fedeli. Il digiuno dei cristiani trova il modello e il significato originale in Gesù.

Il Signore non impone una pratica di digiuno, ma ne ricorda la necessità contro il maligno e nella sua vita ne indica lo stile e l’obiettivo. Quaranta giorni di digiuno precedono le tentazioni nel deserto, che superò con la ferma adesione alla parola di Dio: «Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio» (Mt 4,4).

venerdì 1 marzo 2019

L'elemosina, tra dono e giustizia. Cristianesimo e Islam.



Incontro a Vicenza venerdì 1 marzo 2019

Introduzione di Dairio Dalla Costa e Luca
Nel vangelo si parla di una donna che versó tutto quanto aveva per vivere. La carità di questa donna é totale in quanto si priva di ciò che é necessario. La carità é onnicomprensiva.
Lo sguardo di Gesù é l'altra fonte della carità: lo sguardo sulle persone. Gesù fa caso alla vedova, sostiene lo sguardo del povero visto come un fratello, riconoscendo le ricchezze di ciascuno.
"Viviamo tempi in cui sembra svanita in molte persone la pietà. La povertà sembra una malattia", Ilvo Diamanti.

domenica 24 febbraio 2019

St. Paul in Malta

Il Cristianesimo ha circa 2000 anni di storia a Malta. Stando alla tradizione, è stato introdotto nell'isola nientemeno che dallo stasso apostolo Paolo nel 60 dopo Cristo.
Paolo stava viaggiando verso Roma per essere giudicato come ribelle politico, ma la nave che portava lui e 274 persone fu colpita da una violenta tempesta e fu spinta verso le coste maltesi. Tutti i passeggeri approdarono salvi sulla terraferma dopo due settimane in mare.
Il luogo del naufragio è riconosciuto tradizionalmente come Isola di San Paolo dove c'è una statua commemorativa dell'evento.




domenica 10 febbraio 2019

Triodion

Pasqua. Nella tradizione bizantina questo periodo viene chiamato Triodion (dalle tre odi bibliche che si cantano nell'ufficiatura mattutina) e comprende la pre-quaresima e la Grande Quaresima dei digiuni.
In questa domenica inizia il periodo di dieci settimane che precede e prepara alla
Nella pre-quaresima le prime due domeniche prendono il nome dal brano evangelico che viene letto durante la Divina Liturgia: Domenica del Pubblicano e del Fariseo (Lc 18,10-14) e Domenica del Figliol prodigo (Lc 15,11-32). Il sabato successivo alla Domenica del Figliol prodigo è dedicato alla commemorazione dei defunti.
La terza domenica è detta del Giudizio, o di Carnevale, poiché il passo del vangelo di Matteo (Mt 25,31-46) parla del giudizio finale e da questo giorno ha inizio l’astensione dalla carne. Nella successiva Domenica dei latticini inizia l’astensione dai latticini e dalle uova, e dal lunedì successivo inizia il primo giorno della Grande Quaresima dei digiuni.

Digiuno pasquale
Settimana del Fariseo: non si digiuna, neanche mercoledì / venerdì.
Settimana del Dissoluto: solito digiuno del mercoledì / venerdì.
Domenica di Carnevale: da domani, esclusione di proteine animali; tranne che mercoledì / venerdì, licenza d’uova e latticini.
Domenica dei Latticini: da domani, esclusione anche di uova e latticini
Lunedì Puro: digiuno. Negli altri giorni di quaresima, tranne che mercoledì / venerdì, licenza d’olio e vino.
Domenica delle Palme: licenza di pesce, olio e vino.
Settimana Grande: digiuno, con licenza d’olio al Grande Giovedì.
Pasqua: nessun digiuno per tutta la settimana.

domenica 3 febbraio 2019

Dopo 800 anni Francesco torna ad incontrare l'Islam

Un gesto di dialogo compiuto, anche a rischio della propria vita, fu la visita che Francesco d'Assisi nel 1219 - di cui quindi quest'anni ricorre l'ottavo centenario -, nel pieno della quinta Crociata, fece in Egitto al Sultano ayyubide al-Malik al-Kamil, nipote di Saladino. In quell'anno Francesco si recò ad Ancona per imbarcarsi per l'Egitto e la Palestina, e durante il viaggio, in occasione dell'assedio crociato alla città egiziana di Damietta, insieme con frate Illuminato ottenne dal legato pontificio il permesso di passare nel campo saraceno e incontrare, disarmati, a loro rischio e responsabilità, il sultano.
L'avvenimento di 800 anni fa a Damietta ha ispirato una tradizione sul dialogo il cui valore per l'attualità diventa sempre più significativo. E a farsene interprete, ricordando quell'evento, è oggi papa Francesco, che tra i viaggi in agenda per i primi mesi di quest'anno ne ha programmati almeno due improntati sul dialogo con l'Islam: in Marocco e negli Emirati Arabi Uniti.
Si tratta di due importanti opportunità per sviluppare ulteriormente il dialogo interreligioso e la reciproca conoscenza fra i fedeli di entrambe le religioni, nell'ottavo centenario dello storico incontro tra san Francesco d'Assisi e il sultano al-Malik al-Kamil".

Una messa lunga 49 giorni

In una chiesa olandese si è celebrata una messa ininterrottamente per oltre 49 giorni allo scopo di proteggere una famiglia armena dalla deportazione.


La chiesa di Bethel a L’Aia ha protetto la famiglia Tamrazyan, fuggita dall’Armenia nel 2010 che di recente ha visto revocato l'asilo.
Poichè la legge olandese vieta alla polizia di entrare nei luoghi di culto mentre è in corso un servizio liturgico, quattrocento pastori evangelici di tutto il paese si sono recati a L’Aia per mantenere il servizio attivo 24 ore su 24.