Antonino Zichichi, fisico italiano di fama mondiale scomparso oggi all'età di 96 anni, ha dedicato la vita a dimostrare che scienza e fede cattolica non sono in contrasto, ma complementari nella ricerca della verità. Ispirato da Giovanni Paolo II, ha promosso un dialogo armonioso tra ragione sperimentale e trascendenza.
Vita e Contributi Scientifici
Nato a Trapani nel 1929, Zichichi è stato un pioniere della fisica delle particelle, autore di oltre mille pubblicazioni, sei scoperte e fondatore del laboratorio sotterraneo del Gran Sasso. Presidente della Federazione Mondiale degli Scienziati, ha portato la scienza italiana ai vertici internazionali con esperimenti sulle alte energie e la Grande Unificazione.
La sua passione divulgativa lo ha reso noto al grande pubblico attraverso libri e apparizioni TV, dove spiegava concetti complessi con semplicità galileiana.
Il dialogo tra fede e scienza
Zichichi sosteneva che la scienza nasce da un "atto di fede" nel metodo galileiano, che rivela l'"impronta del Creatore" nelle leggi della natura. Nessuna scoperta scientifica nega Dio; al contrario, fenomeni come le equazioni di Maxwell rimandano a un "Supermondo" logico e unificato.
Professo cattolico convinto, affermava: "Se ha il dono della Scienza e della Fede, sarà uno scienziato credente". Critico del pensiero illuminista che separa ragione e religione, vedeva nel cattolicesimo la via per indagare sia l'immanente che il trascendente.
L'ispirazione di Giovanni Paolo II
Fondamentale fu l'influenza di Karol Wojtyła, che Zichichi lodava per aver posto le basi della "Grande Alleanza tra Fede e Scienza". Nel libro Tra fede e scienza: da Giovanni Paolo II a Benedetto XVI, elogia l'azione del Papa in difesa della vera scienza, contro riduzionismi atei.

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