Attualità dell’IRC in un tempo di cambiamenti
Viene letto il “cambiamento d’epoca”: globalizzazione, migrazioni, pluralismo religioso, secolarizzazione, analfabetismo religioso, solitudine giovanile e sfide legate a IA, biotecnologie e digitale.
L’IRC è descritto come spazio formativo che aiuta a comprendere il patrimonio culturale e religioso italiano, apre al confronto con altre religioni, sostiene percorsi di integrazione, dialogo e convivenza pacifica.
Si insiste sulla centralità educativa della scuola, sulla formazione integrale e sul contributo dell’IRC a senso critico, coscienza civile, educazione alla pace, alla giustizia e alla custodia del creato.
L’IRC, scelta di libertà e di cultura
L’Accordo del 1984 è letto come innovativo perché riconosce: valore della cultura religiosa, radicamento storico del cattolicesimo nel popolo italiano, collocazione dell’IRC entro le finalità della scuola (sviluppo della persona, uguaglianza, libertà, partecipazione).
L’IRC è oggetto di libera scelta, non è professione di fede ma richiesta di formazione su temi religiosi; è destinato a tutti, non solo ai cattolici, e registra un’alta percentuale di avvalentisi, con differenze territoriali.
Si ribadisce la distinzione e complementarità tra IRC e catechesi e si richiama la Corte costituzionale: l’IRC non viola la laicità, ma ne è espressione, perché la laicità non è indifferenza al fatto religioso, bensì garanzia di libertà in regime di pluralismo.
L’IRC è definito “servizio educativo”: contribuisce alla crescita integrale, combatte l’ignoranza religiosa, favorisce sintesi tra saperi, dialoga con tutte le discipline (umanistiche, scientifiche e tecnologiche) e articola i contenuti in prospettiva esistenziale, teologica, biblica e storico-sociale.
Viene situato nel quadro del “patto educativo globale” e si richiamano alcune attenzioni specifiche: scuola cattolica, percorsi di istruzione e formazione professionale regionali, dove l’IRC ha un ruolo qualificante e va garantito secondo la normativa.

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