sabato 30 agosto 2025

Appello di cattolici, ebrei e musulmani: «Nel nome di Dio, basta odio»

I rappresentanti delle comunità religiose italiane, tra gli altri, dal cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana, da Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane (Ucei), e l’imam della moschea di Milano, Yahya Pallavicini, vicepresidente della comunità religiosa islamica italiana (Coreis), hanno pubblicato e sottoscritto un appello interreligioso alle Istituzioni Italiane, ai cittadini e ai credenti per favorire qualsiasi iniziativa di incontro per arginare l’odio, salvaguardare la convivenza, purificare il linguaggio e tessere la pace.

La dichiarazione chiede che «la giustizia per il popolo palestinese, come la sicurezza per il popolo israeliano, passano solo per il riconoscimento reciproco, il rispetto dei diritti fondamentali e la volontà di parlarsi». Sulla scia degli appelli del Pontefice, anche i leader religiosi hanno ribadito l’urgenza di «far tacere le armi, le operazioni militari in Gaza e il lancio di missili verso Israele» e che, allo stesso tempo, «siano liberati gli ostaggi e restituiti i corpi. Si sfamino gli affamati e siano garantite cure ai feriti». 

L’attenzione che emerge dal messaggio, infatti, è anche quella di sensibilizzare i cittadini contro «l’odio e la violenza» che corrompono «la natura autentica dei testi sacri per benedire l’uso delle armi e organizzare la morte dell’altro», per evitare il propagarsi di «antisemitismo e islamofobia» o di avversione «al cristianesimo cattolico».

martedì 26 agosto 2025

Ganesha Caturthi


La festa di Ganesha Caturthi, celebrata oggi 26 agosto 2025, è una festa indiana molto sentita che commemora la nascita di Ganesha, una divinità molto popolare nel pantheon indù. Ganesha è il Dio che rimuove gli ostacoli ed è invocato a scopo propiziatorio prima di iniziare qualsiasi attività, rito o lavoro. È considerato il signore della saggezza e della forza spirituale, che aiuta i credenti a superare difficoltà e ostacoli nella vita.

Spiritualmente, la festa rappresenta la rinascita e la creazione di un nuovo universo, simbolizzata dal suono sacro "om" da cui Ganesha stesso sarebbe emerso. Attraverso il culto di Ganesha, i devoti cercano di sviluppare qualità spirituali che portano saggezza, forza e rimozione degli ego negativi. Durante la festa, si offrono dolci speciali e si adorano statue di Ganesha, spesso immerse simbolicamente nelle acque per simboleggiare la purificazione e il rinnovamento.

La festa è un momento di gioia, devozione e condivisione, celebrato con preghiere, processioni e canti devozionali. Per i credenti, Ganesha è il primo a essere adorato in ogni preghiera e il suo nome è pronunciato come buon auspicio prima di ogni nuova impresa, rendendo questa festa particolarmente importante per ricevere la sua benedizione e iniziare con successo nuove attività spirituali e materiali.

sabato 23 agosto 2025

Global Sumud Flotilla: un viaggio di solidarietà e resistenza

La Global Sumud Flotilla rappresenta un potente simbolo di solidarietà internazionale e resistenza pacifica contro l’oppressione. Coordinata da organizzazioni di pace e diritti umani, questa iniziativa coinvolge imbarcazioni provenienti da diversi paesi che navigano insieme per sfidare i blocchi e portare aiuti umanitari nei territori sotto assedio.

Il termine "Sumud", che in arabo significa "resilienza", sintetizza lo spirito di questa flotta: la capacità di resistere a condizioni difficili senza perdere la speranza né rinunciare alla lotta per la dignità e la giustizia. Attraverso la loro azione, i partecipanti vogliono richiamare l’attenzione della comunità internazionale sulle crisi dimenticate e sostenere le popolazioni che lottano per i propri diritti fondamentali.

La Global Sumud Flotilla è dunque molto più di una semplice navigazione; è un messaggio globale di pace, giustizia e solidarietà che attraversa i mari per un mondo più giusto.

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mercoledì 20 agosto 2025

22 agosto giornata di digiuno e preghiera per la pace

«Mentre la nostra terra continua ad essere ferita da guerre, in Terra Santa, in Ucraina e in molte altre regioni del mondo, invito tutti i fedeli a vivere la giornata del 22 agosto in digiuno e in preghiera, supplicando il signore che ci conceda pace e giustizia e che asciughi le lacrime di coloro che soffrono a causa dei conflitti armati in corso»: con queste parole stamattina papa Leone XIV, al termine dell'udienza generale in Aula Paolo VI, ha annunciato una giornata speciale per l'invocazione della pace.

Un invito che il Pontefice la lanciato in vista, appunto, della ricorrenza liturgica della Beata Vergine Maria Regina: «Maria è madre dei credenti qui sulla terra - ha detto Prevost nei consueti saluti finali in italiano - ed è invocata anche come Regina della pace. Maria, Regina della pace, interceda perché i popoli trovino la via della pace».

La ricorrenza della Beata Vergine Maria Regina fu istituita nel 1955 Pio XII, fissata al 31 maggio come culmine del mese dedicato alla Madonna. Venne poi spostata al 22 agosto dalla riforma liturgica conciliare, applicata da Paolo VI, che la avvicinò così alla solennità di sette giorni prima, l’Assunzione, ricordando in questo modo che Maria è regina anche perché ci fa da guida sulla strada che porta a Dio e unisce così cielo e terra. Un'immagine, quest'ultima, nella quale è radicato il vero senso della pace nella visione cristiana: se l'umanità volge lo sguardo a Dio non può che riconoscere quella figliolanza - e quindi fratellanza - universale che disinnesca la violenza e la logica della contrapposizione.

Da Avvenire

mercoledì 6 agosto 2025

Hiroshima 80 anni dopo


Il 6 agosto 2025 si celebrano gli 80 anni dal bombardamento atomico di Hiroshima, uno degli eventi più devastanti del Novecento che ha cambiato per sempre la storia dell’umanità e il volto del Giappone. Alle 8:15 di quella mattina del 1945, la bomba “Little Boy” sganciata dall’aeronautica militare statunitense distrusse il 90% degli edifici della città e uccise all’istante circa 70.000 persone, con altre decine di migliaia che morirono nei mesi successivi per le conseguenze delle radiazioni. Il 9 agosto toccò a Nagasaki, portando il totale delle vittime a oltre 200.000 civili.

Le commemorazioni di oggi
In occasione dell’anniversario, Hiroshima si è fermata con un minuto di silenzio esattamente alle 8:15, accompagnato dal rintocco della campana della Pace nel Parco del Memoriale, simbolo universale contro la guerra nucleare. Migliaia di persone, tra studenti, rappresentanti di oltre 120 Paesi e i pochi sopravvissuti rimasti (gli hibakusha), si sono radunate per deporre fiori, lanciare colombe bianche e rinnovare l’appello per un mondo senza armi atomiche.

La serata di Hiroshima si illumina ogni anno grazie alla cerimonia delle lanterne galleggianti (tōrō nagashi): migliaia di lanterne di carta con messaggi di pace vengono affidate alle acque del fiume Motoyasu, in una tradizione di origine buddhista che unisce commossa memoria e speranza per il futuro. Queste pratiche sono spesso guidate dai monaci buddhisti, custodi della memoria e della spiritualità del lutto e della rinascita. Alcuni monaci hanno ricordato come “l'empatia per ogni vita sia la vera risposta al terrore atomico”, invitando i giovani del mondo a custodire la pace dentro e fuori di sé.

Il messaggio di Papa Leone XIV

In questo anniversario, anche Papa Leone XIV si è rivolto ai giovani e al mondo intero, rinnovando il suo appello “contro l’uso delle armi e per le vie del dialogo fraterno”. Durante l’udienza generale, ha dichiarato:
A 80 anni dal bombardamento nucleare della città di Hiroshima, seguito tre giorni dopo da quello di Nagasaki, assicuro la mia preghiera per chi ha subito effetti fisici, psicologici e sociali da quell’evento. Quei tragici fatti costituiscono un monito universale contro la devastazione causata dalle guerre e, in particolare, dalle armi nucleari. Auspico che nel mondo contemporaneo, segnato da forti tensioni e sanguinosi conflitti, l’illusoria sicurezza basata sulla minaccia della reciproca distruzione ceda il passo agli strumenti di giustizia, al dialogo e alla fiducia nella fraternità”.

Papa Leone ha invitato in particolare i giovani a essere “artigiani di pace”, capaci di ascoltare, perdonare e fare il primo passo. Solo una scelta consapevole dell’amore e della fraternità può preparare un futuro in cui “la vita può davvero fiorire”. 

Una memoria che parla al futuro

Gli 80 anni della bomba su Hiroshima sono molto più che un ricordo: sono un appello a non ripetere gli errori del passato. Il mondo di oggi, segnato da nuove tensioni e guerre, ha bisogno di giovani che siano portatori di memoria e di pace. 

domenica 3 agosto 2025

La lezione di "bellezza" dei giovani del mondo

 

Venticinque anni dopo lo storico evento con Giovanni Paolo II, all'alba del nuovo millennio, la spianata alla periferia di Roma si riempie di volti e di corpi, di colori e di bandiere, dei ragazzi e delle ragazze di ogni latitudine attratti nella Città Eterna da un evento di Chiesa che stupisce e interroga. Insieme a Leone XIV si canta e si prega, si parla in diverse lingue ma con un unico linguaggio, quello della fede. La stessa che molti giovani stanno scoprendo con il Giubileo

C’è ancora speranza di potersi ritrovare, geograficamente e culturalmente distanti, ma l’uno a fianco all’altro “sotto la stessa luce, sotto la Sua croce, cantando ad una voce” e ridere per un gesto semplice come quello di scambiarsi una bandiera con un cappellino, uno zainetto con una t-shirt.

Tor Vergata, la stessa spianata, un mondo capovolto. Venticinque anni fa l’affaccio di un nuovo millennio, con la prepotente speranza che porta con sé ogni novità. Venticinque anni dopo il mondo ha vissuto e vive guerre, rivoluzioni, attentati terroristici, crisi economiche e sociali. Tutto è cambiato, tutto cambia. Anche i Papi. Rimane Cristo, eterno e immutabile, capace di restituire la gioia, autentica e radicale. La gioia dell’incontro che fa vivere e vibrare una marea umana composta da adolescenti e ragazzi, di millennials e Gen Z, di Papaboys nostalgici ora catechisti e accompagnatori, di adulti con figli al seguito e pure qualche anziano ancora in forze. Sono tutti qui, un milione secondo le stime, attratti da ogni latitudine e longitudine nel cuore dell’Italia per l’evento culmine di questo Anno Santo voluto da Francesco e proseguito da Leone. 

Leggi da Vatican News