Seguo con grandissima preoccupazione quello che sta avvenendo in
Terra Santa. In questi giorni, violenti scontri armati tra la Striscia
di Gaza e Israele hanno preso il sopravvento, e rischiano di degenerare
in una spirale di morte e distruzione. Numerose persone sono rimaste
ferite, e tanti innocenti sono morti. Tra di loro ci sono anche i
bambini, e questo è terribile e inaccettabile. La loro morte è segno che
non si vuole costruire il futuro, ma lo si vuole distruggere.
Inoltre, il crescendo di odio e di violenza che sta coinvolgendo
varie città in Israele è una ferita grave alla fraternità e alla
convivenza pacifica tra i cittadini, che sarà difficile da rimarginare
se non ci si apre subito al dialogo. Mi chiedo: l’odio e la vendetta
dove porteranno? Davvero pensiamo di costruire la pace distruggendo
l’altro? “In nome di Dio che ha creato tutti gli esseri umani uguali nei
diritti, nei doveri e nella dignità, e li ha chiamati a convivere come
fratelli tra di loro” (cfr. Documento Fratellanza Umana) faccio appello
alla calma e, a chi ne ha responsabilità, di far cessare il frastuono
delle armi e di percorrere le vie della pace, anche con l’aiuto della
Comunità Internazionale.
Preghiamo incessantemente affinché israeliani e palestinesi possano
trovare la strada del dialogo e del perdono, per essere pazienti
costruttori di pace e di giustizia, aprendosi, passo dopo passo, ad una
speranza comune, ad una convivenza tra fratelli.
In occasione del 6° anniversario dell’enciclica sulla cura della casa comune. L’edizione 2021 della Settimana Laudato Si' celebrerà anche la
chiusura dell'Anno dell’Anniversario Speciale Laudato Si’, mostrando
quanto in questo tempo le cose siano cambiate.
Lunedì 17 maggio, alle
ore 19 CET: le opportunità politiche nel 2021 per creare
il cambiamento e i preparativi per il vertice COP15 delle Nazioni Unite
sulla Biodiversità e il Vertice sul Clima COP26.
Martedì 18, alle 14: Università e alle istituzioni di tutto il mondo che
hanno reso la Laudato Si’ parte integrante dei loro programmi
formativi. I leader di rinomate istituzioni di tutto il mondo
condivideranno esperienze pratiche e suggerimenti su come utilizzare il
testo per ispirare gli studenti.
Mercoledì 19, alle ore 15: “Economia, Combustibili fossili e
Diritti Umani”, per portare l’attenzione sulle linee guida sul
disinvestimento sull’energia fossile del Vaticano e sul più grande
impegno di fede e disinvestimento cattolico mai intrapreso finora.
Giovedì 20, alle ore 15: “Seminare speranza
per il pianeta/ Rete di preghiera per la cura del creato”. Protagonisti
di questa sessione saranno religiosi e religiose impegnati nella
divulgazione della Laudato Si' che condivideranno storie di conversione
ecologica, sia personale che comunitaria.
Venerdì
21 maggio in occasione della Giornata Mondiale di Azione per la nostra Casa Comune, verrà lanciato un appello a individui, comunità e
istituzioni di tutto il mondo, con l’invito ad organizzare un'azione
concreta per prendersi cura del pianeta, dalle iniziative di
sostenibilità agli eventi educativi, fino agli incontri di preghiera.
Sabato 22, alle ore 19: Festival
Laudato Si “Canzoni per il Creato” che presenterà la biodiversità
perduta nel mondo e le sue conseguenze, concentrandosi sui problemi di
biodiversità nelle regioni degli artisti e dei musicisti. Durante
l’evento, si rifletterà sul messaggio del Vaticano per la Giornata
Mondiale della Biodiversità, saranno annunciati i vincitori del concorso
fotografico Momento Laudato Si', e saranno presentati i vincitori del
Concorso Storia Laudato Si'.
Domenica 23, alle ore 15: Incontro di Preghiera da Assisi e Roma per la chiusura dell’Anno
dell’Anniversario Speciale Laudato Si’ con l’invocazione allo Spirito
Santo affinché guidi l’impegno della Chiesa nel prendersi cura della
casa comune, e la consegna di uno speciale Mandato missionario agli
animatori locali Laudato Si' e ad altri operatori pastorali, affinché
vadano ad annunciare 'il Vangelo della Creazione' in ogni angolo del
globo. La celebrazione sarà guidata dal cardinale Luis Antonio Tagle,
prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.
Lunedì
24, alle ore 23.30, una tavola rotonda rifletterà sull’accesso all’acqua
e ai servizi igienico-sanitari di base nelle strutture sanitarie
cattoliche con la partecipazione del cardinale Peter Turkson, prefetto
del dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale.
Martedì 25 maggio, il lancio ufficiale della Piattaforma di Iniziative
Laudato Si'.
Se vogliamo costruire un futuro qui nella regione senza paura, un futuro fatto di sicurezza, libertà e pace, dobbiamo creare una vera partnership arabo-ebraica qui, non solo di parole, ma di azione. Questa non è solo una cosa giusta da fare, ma è l'unica cosa giusta da fare.
Oggi è della massima importanza per noi affermare in modo inequivocabile che ogni danno a persone innocenti è completamente illegittimo. Le scene a cui abbiamo assistito nelle varie parti del paese, il danneggiamento di civili, sinagoghe e proprietà, e le bande di persone che si organizzano con l'obiettivo di "vendicarsi", minacciare e danneggiare le persone - sono illegittime. Non dobbiamo accettare o tollerare la violenza commessa dagli ebrei contro gli arabi, né dagli arabi contro gli ebrei. L'abbiamo già visto, lo sappiamo già. Ogni situazione in cui qualcuno di noi, arabo o ebreo, teme per la propria vita a casa o per strada, è insopportabile e non dobbiamo lasciarci trascinare lì.
Negli ultimi dieci anni abbiamo visto ripetutamente un numero di demagoghi che hanno costruito la loro base di potere, influenza, ricchezza e movimenti politici intorno a separarci, dividerci e tentare di conquistare. È giunto il momento per noi di dire di no. I bombardamenti a Gaza, le violente escalation a Gerusalemme, quello che stiamo vedendo a Lod, tutto questo avrebbe potuto essere evitato. Nessuno di questi orribili eventi era destinato a succedere. Tutti compromettono gravemente e sfigurano la possibilità che tutti noi qui viviamo insieme una vita piena e appagante con sicurezza.
Pertanto, questo momento presente è un test per la stragrande maggioranza degli arabi e degli ebrei che vogliono vivere qui insieme in pace, sicurezza e uguaglianza - dobbiamo scegliere di stare insieme.
Ho comperato questo libro, ad un costo piuttosto esoso, per la curiosità di vedere che cosa aveva da dire il re dell'horror sulle armi.
In effetti, il discorso è piuttosto chiaro e pungente e contiene delle importanti proposte per l'amministrazione americana fa sempre tenuta al palo dalle lobbie delle armi.
Scritto nel 2012 dopo l'ennesima strage in una scuola americana, descrive con sagacia le varie fasi percorse dalla stampa e dall'opinione pubblica dallo shock, all'urgente questione di regolamentare la vendita delle armi, all'oblio.
Il sottotitolo italiano è fuorviante. L'autore di Carrie, It e Shining non è contrario al possesso di armi in sè, ma fa riflettere su quanto la presenza di armi in casa faccia aumentare la probabilità di suicidi e omicidi domestici. Per questo propone tre cose di buon senso:
- il controllo dei precedenti e dello stato di salute mentale di chi chiede di acquistare delle armi;
- il divieto di vendita di caricatori superiori alle dieci pallottole (eight Is enough), perché questo consentirebbe di bloccare un malintenzionato che spara all'impazzata;
- vietare l'uso di armi di assalto, che per paradosso, sono legalmente commercializzate e detenute negli USA. L'Australia ha fatto questo passo e ha ridotto sensibilmente il numero di stragi.
Lo scrittore americano ha ritirato dal commercio un suo libro "Obsession", che era stato citato da più di un giovane autore di stragi a mano armata. Come ha fatto lui volontariamente e con dispiacere, invita a fare altrettanto anche il governo, allo scopo di non dare occasioni a chi è già fragile di mente.
Ogni 16 ore una donna viene uccisa con un colpo d'arma da fuoco dal suo compagno attuale o fa uno precedente.
Ogni giorno otto bambini o ragazzi vengono colpiti per sbaglio dalle armi da fuoco in famiglia.
Regolamentare potrebbe essere un passo decisivo nella prevenzione di questi fenomeni.
"Finchè non accadrà, le sparatorie continueranno. Vedremo le scritte ULTIM'ORA, i video sfocati fatti con im cellulare di gente che corre, i parenti in lacrime, i carri funebri per le strade... Perché, ragazzi, è così che vanno le cose".
All’inizio di Ramadan, il mese più sacro per i musulmani, la polizia ha deciso di innalzare delle barriere attorno alla piazzetta a gradoni davanti alla porta di Damasco. È un luogo dove i giovani palestinesi si ritrovano alla fine del digiuno quotidiano.
Una mossa che sarebbe dovuta servire a evitare assembramenti che ha suscitato proteste contro le barricate: la prima fiammella dell’incendio che sta divampando dall’area della Spianata delle Moschee dove gli agenti antisommossa hanno fatto irruzione nei giorni scorsi arrestando i dimostranti, sequestrando pietre e bastoni. Gli arabi si sono scontrati anche con i militanti di estrema destra che hanno marciato per le strade dopo che su TikTok sono circolati i video di assalti contro passanti ebrei.
Il premier Benjamin Netanyahu ha ordinato alla polizia di rimuovere le
transenne davanti alle mura della Città Vecchia e di cercare di ridurre
le tensioni. Proprio lunedì 10 maggio è stato il Giorno di Gerusalemme, celebrato dai nazionalisti israeliani, e il corteo degli oltranzisti è stato deviato per evitare i punti di attrito con i palestinesi. La Corte Suprema ha anche rinviato la decisione sul possibile sfratto di una ventina di famiglie arabe che vivono nelle zone di Sheikh Jarrah e Silwan (qui ci sono state altre proteste) dopo che alcune organizzazioni di coloni hanno ottenuto dai giudici la conferma del diritto di proprietà sugli edifici: appartenevano a ebrei prima della nascita dello Stato d’Israele nel 1948, i palestinesi ci abitano da almeno sessant’anni.
I disordini e gli arresti sono comunque continuati, 300 i palestinesi feriti solo lunedì. Hamas sembra voler cavalcare la rabbia palestinese e si erge a protettore della Spianata, il terzo luogo più sacro per l’Islam, venerato anche dagli ebrei perché vi sorgevano il primo e il secondo Tempio e proclama che la Terza Intifada è vicina.
Tra le pietre contese della Città Vecchia le più contese sono quelle della Spianata delle Moschee/Monte del Tempio. La Sura 17 del Corano racconta della notte in cui Maometto fuggì sulla bestia mitologica chiamata Buraq alla «moschea più lontana» dove guidò in preghiera un gruppo di profeti prima di ascendere in cielo. Nella tradizione ebraica quella roccia è il punto d’incontro tra il Cielo e la Terra, è la rupe a cui Abramo ha legato Isacco, è il basamento del Primo e del Secondo Tempio, che venne distrutto dai romani nel 70.
Una guerra per i luoghi sacri? Una mancanza di capacità di coabitare senza frustrare i sentimenti dei propri coinquilini? Siamo tutti nella stessa barca e dall'infelicità di alcuni non nasce mai una pace duratura per altri.
Adattamento di un articolo di Davide Frattini su Il Corriere
50 persone hanno perso la vita nelle esplosioni in una scuola femminile nella zona occidentale di Kabul.
Due bombe sono state fatte esplodere dopo la prima: le studentesse, impaurite per la improvvisa deflagrazione, sono fuggite dall'edificio in preda al panico rimanendo uccise proprio dalle successive.
A marzo scorso tre giornaliste sono state uccise proprio perché donne: gli estremisti non sopportano l’idea che facciano il mestiere di reporter.
150 scuole furono distrutte dai talebani nei dodici mesi del 2009 in Afghanistan dopo che negli anni precedenti c’era stato un boom di iscrizioni anche di studentesse: dall’1 al 37 per cento delle giovanissime. E' iniziato il dramma della paura. Peraltro da allora gli episodi di attacchi e distruzioni di istituti scolastici in particolare femminili si sono ripetuti in tutto il Paese. Secondo l’Indice di sviluppo umano, nel 2011 l’Afghanistan era il 15esimo Paese meno sviluppato al mondo. In questi anni l’Afghanistan ha registrato il numero di insegnanti, personale scolastico e studenti morti tra i più alti al mondo.
Ancora una Pasqua divisa per le Chiese d'Oriente e quelle d'Occidente, nella speranza di poter celebrare insieme la Resurrezione di Cristo non per coincidenze di calendario, ma per volontà di comunione tra fratelli in Cristo. Quest’anno quattro settimane separano la Pasqua delle Chiese d'Oriente, che seguono il calendario giuliano, il 2 maggio, da quella dei cattolici latini e dei protestanti, che segue il calendario gregoriano. Tutti i cristiani del mondo hanno celebrato lo stesso giorno la vittoria di Cristo sulla morte il 16 aprile del 2017, e lo rifaranno il 20 aprile 2025, anno giubilare, a 1700 anni dal primo Concilio ecumenico di Nicea