mercoledì 13 maggio 2026

Una voce dal Mozambico

Il Mozambico vive una spirale di crisi che intreccia guerra, fame e urgenza climatica: ciò che appare come emergenza intermittente agli occhi dell’opinione pubblica è in realtà una caduta progressiva che dura da anni, come racconta il missionario don Silvano Dal Dosso. 
Don Silvano Dal Dosso, missionario fidei donum della diocesi di Verona che vive nella diocesi di Gurúè ai piedi del Monte Namuli, descrive il Mozambico come “una crisi senza fine” dovuta all’intreccio fra conflitto armato, carestia e cambiamenti climatici.

Il nord del Paese, in particolare la provincia di Cabo Delgado, è teatro di un conflitto tra gruppi jihadisti e forze governative iniziato nel 2017: la violenza ha provocato centinaia di migliaia di vittime e sfollati, mentre ricchezze naturali (gas, rubini, minerali) attirano interessi economici che complicano la situazione.
Don Dal Dosso sottolinea che lo Stato è percepito come quasi assente nelle aree più colpite, e che la repressione militare da sola non basta; servono investimenti nello sviluppo umano (scuola, lavoro, opportunità per i giovani) per ridurre il reclutamento nei gruppi armati. 

La crisi alimentare è grave: l’UNICEF lancia l’allarme per centinaia di migliaia di persone a rischio, con 100.000 bambini in pericolo per la malnutrizione, mentre l’aumento dei prezzi del carburante e altri shock esterni bloccano l’economia locale.

Il cambiamento climatico aggrava ulteriormente tutto: in un Paese che vive soprattutto di agricoltura di sussistenza, variazioni meteorologiche e cicloni distruggono raccolti, causano carestie, epidemie (come colera) e migrazioni forzate; i fondi internazionali raramente arrivano efficacemente nei territori. 
Il rischio è che si ripetano sommosse popolari simili alla “rivolta del pane” del 2010 a Maputo; le soluzioni richiederanno decenni di interventi strutturali, non misure temporanee. 

Quando c’è una crisi globale – come il rialzo dei prezzi del carburante per la guerra Usa- Israele-Iran -, se in Occidente si riesce a fare fronte alle difficoltà, in Africa tutto è insormontabile.


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