mercoledì 30 agosto 2023

Riflessione sui casi di violenza

È stanca di subire critiche e attacchi.

La grande solidarietà che ha ricevuto anche in Rete non la mette al riparo dagli haters, che continuano a criticarla. E così la 19enne stuprata da un gruppo di ragazzi a luglio scorso a Palermo torna a sfogarsi sui social. Domenica scorsa aveva rivendicato il diritto di vivere la sua vita come meglio preferisce, oggi ammette di non avere più la forza di reagire. E intanto lascia Palermo per una comunità protetta fuori dalla città, trasferita in un centro in cui le verrà anche offerta la possibilità di lavorare.

"E' intollerabile che in vicende di stupro si accendano i riflettori sulle vittime (la vecchissima storia del “com’era vestita” oggi è diventata “quanto aveva bevuto”). Su di loro dovrebbe scendere il silenzio (sì, anche in tivù) e di loro restare solo il dolore e la necessità di ottenere giustizia. Si esamini piuttosto la "cultura" di cui sono portatori gli stupratori: la volontà di sottomettere, prevaricare ed esercitare un potere sulle donne, la loro riduzione a oggetto, l’affermazione della legge del più forte. Il sesso non c’entra, lo dicono gli esperti. C’entra una sottocultura che resiste a qualsiasi progresso femminile, una misoginia sotterranea che serpeggia in mondi diversi tra loro: da quello periferico e chiuso degli hinterland malavitosi metropolitani a quello ultramondano ed elitario delle Ztl.

Ai nostri figli, è ovvio, impartiamo lezioni di prudenza e raccomandiamo di non bere troppo e di non percorrere strade buie. Vale per tutti, maschi e femmine, perché alzare il gomito danneggia la salute, fa perdere il controllo degli eventi e perché nei vicoli scuri ci possono essere malitenzionati. Di fronte a uno stupro però occorre evitare commenti inopportuni o non ponderati a fondo: la violenza purtroppo viene inflitta a ragazze sobrie e ubriache (e questo secondo caso per la legge italiana non è una attenuante bensì una aggravante), di giorno di notte, da parte di uno solo o di più bruti, alle guardinghe e alle fiduciose, alle scollate e alle abbottonate.

Di fronte a uno stupro, anziché raccomandare prudenza alle ragazze, parliamo piuttosto di rispetto ai ragazzi. Anziché instillare la diffidenza alle ragazze, spieghiamo il valore del consenso ai ragazzi.

Ed esigiamo, tutti insieme, una società in cui una giovane che malauguratamente si ubriachi non trovi accanto a sé un lupo cattivo, ma un amico, o anche uno sconosciuto, che la riporti subito a casa".

Di Antonella Mariani

Vignetta di Pat Carra 

domenica 27 agosto 2023

Un sogno che compie 60 anni

 

Migliaia di americani hanno commemorato sabato il 60° anniversario della Marcia su Washington, evento cardine del movimento per i diritti civili negli Stati Uniti degli anni '60, durante il quale Martin Luther King Jr pronunciò il discorso ispirato "I have a dream".

La marcia del 28 agosto 1963 portò più di 250.000 persone nella capitale della nazione per chiedere la fine delle discriminazioni di razza, colore, religione, sesso o origine nazionale. Molti attribuiscono a questa dimostrazione di forza l'approvazione del Civil Rights Act del 1964.

La manifestazione di quest'anno si è svolta presso il Lincoln Memorial, lo sfondo dell'appassionato appello di King per l'uguaglianza, mentre molti oratori hanno avvertito che c'è ancora molto lavoro da fare.

Margaret Huang, presidente e amministratore delegato del Southern Poverty Law Center, gruppo no-profit per la difesa dei diritti civili, ha detto alla folla che la marcia di 60 anni fa aprì le porte e stimolò nuovi strumenti per combattere la discriminazione. Ma la battaglia per i diritti continua ed il pericolo di tornare inidietro e perdere i diritti acquisiti è sempre in agguato.

sabato 26 agosto 2023

Matterella richiama i valori della convivenza umana al Meeting di Rimini

"Vorrei che ci interrogassimo.

Su cosa si fonda la società umana; la realtà nella quale ciascuno di noi è inserito; la realtà che si è organizzata, nei secoli, in società politica dando vita alle regole - e alle istituzioni - che caratterizzano l’esperienza dei nostri giorni?

È, forse, il carattere dello scontro? È inseguire soltanto il proprio accesso ai beni essenziali e di consumo? È l‘ostilità verso o il proprio vicino, o il proprio lontano? È la contrapposizione tra diversi? O è, addirittura, sul sentimento dell’odio che si basa la convivenza tra le persone?

Se avessimo risposto affermativamente, anche, soltanto, a una di queste domande, con ogni probabilità, il destino dell’umanità si sarebbe condannato da solo; e da tempo.

Invece, il crescere dell’amicizia fra le persone è quel che ha caratterizzato il progresso dell’umanità.

L’amicizia, come vocazione - incomprimibile - dell’uomo.

Vi è una circostanza, che richiama l’attenzione. Ogni volta che l’umanità si è trovata di fronte al baratro - è accaduto con le due guerre, mondiali, novecentesche - ha trovato, dentro di sé, le risorse quelle morali, per ripartire, per costruire un mondo diverso, in cui il conflitto lasciasse posto all’incontro. Per immaginare e progettare, il futuro insieme.

E se questa prospettiva è naufragata nel decennio, iniziato quasi alla metà degli anni venti, proprio per difetto di sentimenti di solidarietà e di reciproca comprensione e disponibilità tra i popoli, ha avuto successo, negli anni Quaranta e Cinquanta, per la comunità internazionale, con il dar vita alle Nazioni Unite e con l’avvio della integrazione d’Europa.

Uno spirito, analogo, ha ispirato la nostra Assemblea Costituente nella quale opinioni diverse si sono incontrate in spirito di collaborazione, per condividere e affermare i valori della dignità, ed eguaglianza, delle persone; della pace; della libertà.

Ecco, come nasce la nostra Costituzione: con l’amicizia come risorsa a cui attingere per superare - insieme - le barriere e gli ostacoli; per esprimere la nostra stessa umanità.

Per superare, per espellere l’odio, come misura dei rapporti umani. Quell’odio che la civiltà umana ci chiede di sconfiggere nelle relazioni tra le persone; sanzionandone, severamente, i comportamenti, creando, così, le basi delle regole della nostra convivenza".

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venerdì 25 agosto 2023

18 Giornata Nazionale per la Custodia del Creato

Tempo del Creato 2023

"Che scorrano la giustizia e la pace" (Amos 5, 24)

Il messaggio che Papa Francesco ha consegnato alla Chiesa per la diciottesima Giornata Mondiale di preghiera per la Cura del Creato prende il via da un versetto del profeta Amos (Am 4, 24) “piuttosto come le acque scorra il diritto e la giustizia come un torrente perenne”. La scelta di questo versetto, all’interno di un capitolo di dura critica rispetto alla vita e alle scelte del popolo di Israele, non è secondaria: il Papa intende mettere in chiaro che parlare di Cura del Creato, di conversione ecologica e di preghiera per la madre Terra non può essere solo questione di parole. In pratica, non ci può essere cura del Creato senza giustizia.

Vedi le iniziative della Diocesi di Vicenza

lunedì 21 agosto 2023

Dorothy Day: "Ho trovato Dio attraverso i suoi poveri"

Prefazione al libro di papà Francesco...
«La vita di Dorothy Day, come lei stessa ce la racconta, è una delle possibili conferme di quanto già papa Benedetto XVI ha sostenuto con vigore e che io stesso ho ricordato in più occasioni: «La Chiesa cresce per attrazione, non per proselitismo». Il modo in cui Dorothy Day racconta il suo pervenire alla fede cristiana attesta il fatto che non sono gli sforzi o gli stratagemmi umani ad avvicinare le persone a Dio, bensì la grazia che scaturisce dalla carità, la bellezza che sgorga dalla testimonianza, l’amore che si fa fatti concreti.

Vorrei evidenziare tre elementi che emergono dalle pagine autobiografiche di Dorothy Day quali insegnamenti preziosi per tutti in questo nostro tempo: l’inquietudine, la Chiesa, il servizio.

Dorothy è una donna inquieta: quando vive il suo cammino di adesione al cristianesimo è giovane, non ha nemmeno ancora trent’anni, da tempo ha abbandonato la pratica religiosa, che le era sembrata, come sottolinea il fratello cui dedica questo libro, una cosa «morbosa». Invece, crescendo nella propria ricerca spirituale, arriva a considerare la fede e Dio non come un «tappabuchi», per usare una celebre definizione del teologo luterano Dietrich Bonhoeffer, bensì quale deve essere veramente, cioè la pienezza della vita e il traguardo della propria ricerca di felicità. Scrive Dorothy Day: «La maggior parte delle volte i barlumi di Dio sono giunti quando ero sola. I miei detrattori non possono dire che sia stata la paura della solitudine e del dolore che mi ha fatto rivolgere a Lui. È stato in questi pochi anni in cui ero sola e strafelice che l’ho trovato. Finalmente l’ho trovato attraverso la gioia e il ringraziamento, non attraverso il dolore».

Leggi da Avvenire

venerdì 18 agosto 2023

Assalti contro chiese e abitazioni dei cristiani per un'accusa di blasfemia

“A Jaranwala più di 900 famiglie cristiane sono in fuga e si nascondono nei campi con donne, anziani e bambini per salvarsi la vita. Queste persone sono in preda al terrore e hanno bisogno di soccorso e protezione immediata”.

Parla dalla città sconvolta dalle violenze contro i cristiani per le false accuse di blasfemia p. Abid Tanvir, vicario generale della diocesi di Faisalabad: 21 le chiese assaltate di cui 3 appartenenti alla comunità cattolica. Accompagnate dalla sensazione chiara che i 150 arresti degli estremisti e l’applicazione dell’articolo 144 che vieta ogni raduno - disposti dalle autorità pachistane in seguito ai disordini - siano arrivati dopo colpevoli negligenze che avrebbero potuto evitare un bilancio così pesante.

“Questo incidente appare chiaramente come un'enorme cospirazione contro la comunità cristiana - commenta p. Tanvir -. Serve un’indagine vera perché sia fatta giustizia. I musulmani accusano due cristiani di aver profanato il Corano e di aver scritto una nota blasfema. Entrambi sono analfabeti, lavorano come spazzini e operai: come possono aver scritto un biglietto del genere? E sarebbero così sciocchi da incollare la loro foto con quel biglietto? Questo non è possibile, sono solo vendette personali”.

Ora però a Jaranwala tutta la comunità cristiana deve fare i conti con le conseguenze. “Le nostre suore e i nostri sacerdoti presenti sul posto ci informano continuamente di queste persone che ora si trovano accampati senza cibo e acqua - continua il vicario generale della diocesi di Faisalabad -. È allarmante che persone innocenti debbano vivere una vita così miserabile a causa di un crimine che non hanno mai commesso”.

Da Asianwes

giovedì 17 agosto 2023

Intelligenze artificiali e Pace

I notevoli progressi compiuti nel campo delle intelligenze artificiali hanno un impatto sempre più profondo sull’attività umana, sulla vita personale e sociale, sulla politica e l’economia.

Papa Francesco sollecita un dialogo aperto sul significato di queste nuove tecnologie, dotate di potenzialità dirompenti e di effetti ambivalenti. Egli richiama la necessità di vigilare e di operare affinché non attecchisca una logica di violenza e di discriminazione nel produrre e nell’usare tali dispositivi, a spese dei più fragili e degli esclusi: ingiustizia e disuguaglianze alimentano conflitti e antagonismi. L’urgenza di orientare la concezione e l’utilizzo delle intelligenze artificiali in modo responsabile, perché siano al servizio dell’umanità e della protezione della nostra casa comune, esige di estendere la riflessione etica all’ambito dell’educazione e del diritto.

La tutela della dignità della persona e la cura per una fraternità effettivamente aperta all’intera famiglia umana sono condizioni imprescindibili perché lo sviluppo tecnologico possa contribuire alla promozione della giustizia e della pace nel mondo.

Dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale